Trenta spine del coronavirus

Abbiamo attraversato il deserto”, ha detto qualcuno, e durante questo periodo di “limitazioni”, tecnicamente chiamato di “lockdown”, tanti sono stati gli stimoli e le riflessioni che per interminabili giornate ci hanno tenuti più o meno impeganti tra le mura di casa. Senza l’ambizione di voler raccogliere e trattare tutte le criticità di quel tempo, ne abbiamo raccolte trenta, una al giorno, per un mese, lasciandoci attraversare dal flusso delle sensazioni e dalle emozioni più prevalenti. Le abbiamo chiamate “spine“, quelle che spuntano dalla sfera del virus, ma anche quelle del fianco, o quelle delle questioni complesse, le più spinose, appunto. Su queste, che per omogeneità e per praticità raccoglieremo in corone, abbiamo in animo di avviare un confronto aperto con la città e con chi ne anima e vive i relativi spazi, tra strade, palazzi, scuole, uffici, giardini, fiume e mare. Ne parleremo nella nostra assemblea annuale del 5 giugno.

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