Strada, maestra di vita (e di buona amministrazione)

In questi giorni si fa un gran parlare del traffico generato dai lavori che stanno interessando molte strade centrali. Con l’hashtag  #pescarasifabella gli amministratori locali informano sui social sullo stato dei lavori, dettano le tempistiche e invocano pazienza, perché, appunto, PESCARA SI FA BELLA.

A ben vedere, quei lavori riguardano essenzialmente – anzi, direi esclusivamente – il rifacimento dell’asfalto. E allora mi chiedo, e non sono solo: la bellezza di una strada si crea con l’asfalto rifatto, oppure si crea rendendola uno spazio pubblico fruibile da tutti? Una strada con un asfalto liscio è sicuramente una buona cosa per la tenuta delle gomme, ma il traffico di una strada pensata esclusivamente per le auto causa  problemi ambientali, sociali ed estetici che  non rendono più bella, ma molto più brutta, la nostra città.

A Pescara le eccessive auto in circolazione (65 su 100 abitanti, in linea con il dato italiano, che è record europeo, mentre in Europa in città come Parigi o Amsterdam le auto in circolazione sono 25  ogni 100 abitanti)  invadono completamente  le strade, rendendole, oltre che brutte, anche pericolose, inquinate e spesso inaccessibili all’utenza attiva. Pensare alla strada non solo come asse di scorrimento del traffico veicolare quanto come spazio di relazione tra una pluralità di utenti e di funzioni consente di (ri)progettare lo spazio pubblico mettendo al centro le persone, la qualità urbana, la vivibilità, l’accessibilità. Per questo la “bellezza” di una città si giudica da come viene pensato lo spazio pubblico aperto più esteso: la strada, ripensata per dare spazio ai ciclisti urbani, ai pedoni e ai mezzi di trasporto pubblico. Alle persone, insomma.

Per tale motivo sempre più amministratori, associazioni e movimenti in Italia  e nel mondo si interrogano su quale debba essere il ruolo della strada nelle città di domani, il luogo degli spostamenti e delle relazioni sociali. Un luogo bello davvero, e non perché l’asfalto è nuovo. Bella per la presenza di alberi, panchine, corsie ciclabili. Dove i pedoni non abbiano timore ad attraversarla e in cui sia possibile anche per i più piccoli viverla piacevolmente.