Programma

Programma sintetico
Programma

PROGRAMMA SINTETICO

Coalizione Civica per Pescara è nata per mettere insieme competenze, impegno e passione di tanti cittadini al servizio della rigenerazione della città, in un momento di grande trasformazione economica, sociale e culturale.
Pescara è una città animata dai suoi residenti e da migliaia di persone che ogni giorno la raggiungono per motivi di lavoro, di studio e per i servizi all’avanguardia che essa è in grado di fornire. A tutti Pescara può e deve garantire un contesto territoriale urbano e naturale di grande pregio, con una mobilità efficiente, spazi verdi, aria pulita, fiume e mare integri, un tessuto sociale accogliente e solidale, un’offerta culturale e turistica ampia e diversificata.

Per fare questo occorre un’amministrazione coesa, lungimirante e competente che fondi la sua azione su un grande Piano Strategico per Pescara Città Metropolitana del Medio Adriatico nel cuore della macroregione Adriatico-Ionica.

Un Piano Strategico per una Città della Conoscenza e del Benessere i cui dieci obiettivi siano:

Una rivoluzione ambientale

  • Le politiche di ecologia urbana costituiscono il cuore del piano e ne innervano tutti gli aspetti
  • Stop al consumo di suolo con un nuovo modello di sviluppo urbanistico basato sulla rigenerazione del tessuto edilizio esistente
  • Verde pubblico urbano come tessuto connettivo “vivo” di contrasto ai cambiamenti climatici e presidio sanitario permanente della qualità dell’aria. Un sistema a rete di “sentieri urbani verdi” che connetterà tutti i luoghi simbolici della città, a partire dal parco centrale nelle aree di risulta della Stazione, verso le periferie, fino alle aree periurbane
  • Grande piano di riqualificazione del fiume e del suo territorio di pertinenza, connessi al mare in un unico sistema interattivo, per essere finalmente vissuto dai cittadini e diventare asse di connessione verso le aree interne e luogo di forte attrazione turistica e ricreativa
  • Un mare pulito grazie all’integrità del fiume, con il ripristino della naturalità delle sponde, l’intercettazione degli scarichi delle fognature e la separazione delle acque nere da quelle bianche
  • Adeguamento e ammodernamento funzionale del depuratore comunale con inserimento di una sezione di fitodepurazione e riutilizzo delle acque di scarico per l’irrigazione delle aree verdi pubbliche

Investimenti, innovazione e nuovo modello di sviluppo per creare opportunità di lavoro stabile e regolare

  • Pescara città “intelligente” e “digitale”, costruendo sinergie tra pubblico e privato e tra Università e sistema imprenditoriale. L’attuazione del masterplan ‘Polo della cultura e della conoscenza’, in grado di muovere un volume di investimenti pari a oltre 200 milioni di euro, costituisce un importante tassello di tale strategia
  • Progetti mirati alle emergenti frontiere della nuova economia per promuovere le produzioni locali, la distribuzione di prossimità e il rilancio della zona industriale, da riconvertire in zona ecologicamente attrezzata
  • Per l’accesso dei giovani al lavoro occorre costruire una rete di servizi per le politiche attive del lavoro, a partire da uno stabile collegamento tra uffici comunali per i servizi sociali, Centri per l’Impiego e terzo settore

Lotta alla povertà e all’emarginazione e nuovi modelli di servizi ai cittadini

  • Una città solidale e democratica si riconosce dai servizi e dal sostegno che offre alle persone in difficoltà. L’attenzione nei confronti dei più deboli costituirà il “baricentro” del piano strategico
  • Aumentare significativamente le risorse comunali dedicate ai diritti sociali, puntando a investire in un welfare di comunità sino al 40 per cento del bilancio annuale
  • Favorire processi di riaggregazione sociale, investendo sulla costruzione di un sistema di welfare che sia capace di integrare le risorse comunali con quelle nella disponibilità̀ diretta delle famiglie
  • Garantire il diritto all’abitazione mediante politiche (detassazione, fondo-casa, agenzia sociale per l’abitare) di calmierazione dei prezzi di affitto e vendita e di riqualificazione e più equa ed efficiente gestione delle abitazioni di proprietà comunale

Donne al centro

  • Porre le donne al centro significa parlare di scuola, figli, lavoro, società̀, minoranze, da un punto di vista nuovo
  • Per fare questo occorre anzitutto adottare il “bilancio di genere” per analizzare e valutare le scelte politiche e gli impegni economico-finanziari dell’amministrazione dal punto di vista delle donne. Alcuni obiettivi fondamentali sono:
  • Istituire un assessorato alle pari opportunità con portafoglio
  • una rete di asili nido diffusa e gratuita per i meno abbienti
  • creare una Casa delle Donne come luogo di aggregazione e di sostegno
  • l’attribuzione alle scuole del ruolo di presidi di quartiere
  • la riorganizzazione dei tempi di vita e di lavoro da conciliare con le esigenze familiari

Rilanciare le periferie. Una città policentrica

  • Conferire centralità̀ alle periferie attraverso un insieme di interventi infrastrutturali e immateriali che portino al decentramento dei servizi e presidi istituzionali (uffici comunali, biblioteche, attrezzature culturali e artistiche) e alla ricucitura tra le diverse parti della città mediante percorsi verdi e di mobilità sostenibile
  • Realizzazione di un grande programma integrato di interventi che contenga al suo interno opere per la mobilità sostenibile, progetti destinati alla riqualificazione di aree e immobili, con adeguate misure di premialità, iniziative per l’innalzamento dei livelli di sicurezza e delle condizioni ambientali, sociali e sanitarie
  • Investire il 50% per cento delle risorse provenienti dai contributi di costruzione che il Comune incassa per i permessi edilizi nella riqualificazione delle periferie
  • Utilizzo delle considerevoli occasioni di sgravio fiscale per realizzare gli adeguamenti edilizi al patrimonio abitativo comunale
  • Sostegno alle formazioni sociali quali primi custodi dei quartieri e dell’aggregazione tra le persone con creazione di appositi sportelli e sedi comuni

Mobilità integrata per migliorare la qualità della vita e combattere l’inquinamento dell’aria

  • L’inquinamento dell’aria e la congestione del traffico urbano sono emergenze che mettono a rischio la salute e abbassano la qualità della vita
  • Politiche di Mobility Management che scoraggino il modello di trasporto privato motorizzato e puntino sulla centralità del trasporto collettivo
  • potenziamento della mobilità ciclistica attraverso la redazione e attuazione del BICIPLAN
  • incrementare le condizioni di sicurezza stradale per tutti gli utenti e restituire spazi urbani agli usi collettivi con un piano di Sicurezza Stradale per il territorio comunale, con interventi mirati alla sicurezza di pedoni e ciclisti e realizzazione di ampie zone “30” per la coesistenza sicura di auto, bici e pedoni e mettendo al centro delle scelte disabili, bambini e anziani;
  • creazione di un sistema di trasporto di massa (la ‘metropolitana’ di superficie) che percorra in modo veloce e pulito la sua struttura a T, portando le persone al lavoro, a casa, a scuola, nei negozi, ecc. in modo confortevole ed economico (gratuito per i bambini e i ragazzi fino ai 14 anni) con mezzi tutti compatibili al trasporto di persone diversamente abili
  • costituzione di una “Agenzia metropolitana per la mobilità sostenibile” in associazione con i comuni abruzzesi del medio Adriatico al fine di attuare una efficiente politica di trasporto pubblico di massa e di adottare politiche coordinate di lotta all’inquinamento atmosferico

Un circolo virtuoso tra scuola, università e cultura

  • L’Amministrazione deve essere punto di riferimento per le politiche formative e culturali della città
  • favorire sinergie permanenti tra Comune, Università, istituzioni di formazione superiore e Conservatorio per valorizzare la grande ricchezza culturale della città
  • costituzione di un’Agenzia comunale per il sistema integrato dei servizi culturali
  • realizzazione di un polo scolastico superiore nelle aree dell’ex scalo merci ferroviario, ove concentrare in stretta adiacenza con la cittadella universitaria, tutte le scuole superiori, prevista nel Masterplan del Polo della cultura e della conoscenza
  • scuole esteticamente BELLE e strutturalmente SICURE,  attraverso una politica di investimenti specifici che miri al completo benessere sia degli allievi, sia della comunità
  • creazione di un Campus universitario diffuso integrato con le politiche di mobilità sostenibile
  • Decentramento di alcuni degli eventi parte di importanti Festival (FLA, FLAIANO, FESTIVAL JAZZ) nei quartieri della città

Per un’amministrazione efficace ed efficiente. Trasparenza e partecipazione delle persone

  • Per valorizzare al massimo le risorse disponibili e combattere l’insorgere di malagestione e corruzione occorre garantire la massima trasparenza amministrativa
  • “Bilancio partecipato” e forme nuove di coinvolgimento delle persone nelle decisioni pubbliche e nella cura e gestione dei beni comuni
  • Creazione di una task force (Digital Innovation Lab) che, nell’ambito del percorso di attuazione del Piano Strategico, proporrà idee e progetti mirati ad armonizzare il cammino della Pubblica amministrazione con la portata della sfida digitale
  • ristrutturazione completa dell’organizzazione amministrativa, con settori omogenei aventi un solo assessore di riferimento, scelto dal sindaco sulla base della competenza e non secondo logiche partitocratiche, e una politica di bilancio rigorosamente costruita sugli obiettivi strategici
  • Giunta comunale formata da soli otto assessori, scelti secondo criteri di competenza, più il sindaco, tra l’altro con un cospicuo risparmio di spesa che potrà essere utilizzato per istituire l’ufficio per l’attuazione del piano strategico.

Strategia rifiuti zero, efficienza energetica ed economia circolare

  • Adesione alla “Strategia rifiuti zero” e applicazione della “tariffa puntuale(pago solo per i rifiuti che produco)
  • Campagne promozionali e adozione di misure premiali per ridurre gli sprechi e accrescere la consapevolezza degli utenti
  • Creazione di “Centri del Riuso” da allestire presso in spazi dedicati in tutti i quartieri
  • Promozione dell’autocompostaggio e del compostaggio in loco o collettivo
  • Interventi per aumentare l’efficienza energetica degli edifici pubblici, con investimenti su fonti rinnovabili quali fotovoltaico e solare termico
  • Incentivi fiscali e semplificazioni normative per i privati che decidano di migliorare l’efficienza energetica dei propri edifici
  • Promozione dell’uso dell’idrogeno per un sistema di trasporto a zero emissioni di anidride carbonica
  • Nomina di un Energy Manager

Turismo e Commercio 4.0

  • Pescara deve risalire sull’onda, facendo della spiaggia e del mare il fulcro di un sistema turistico regionale, ideale per lo sport e le attività ‘outdoors’, per 365 giorni l’anno;
  • Promuovere in sinergia con le altre istituzioni (Regione, Camera di commercio, Università, ecc.) e le associazioni di categorie progetti strategici per favorire la ripresa degli investimenti e dei consumi e sostenere così le attività commerciali;
  • L’accoglienza turistica deve essere professionale e propositiva, con servizi efficienti e un trasporto pubblico moderno, che colleghi agilmente tra loro i punti di accesso alla città e i luoghi di attrazione culturale, ricreativa e sportiva
  • Promuovere azioni di riqualificazione professionale degli addetti, operatori e dipendenti
  • Avviare un programma di sviluppo per la valorizzazione del commercio, sia nelle aree centrali (centro commerciale naturale) sia nei quartieri, puntando sulla promozione del territorio con le sue eccellenze turistiche ed enogastronomiche
  • Sostenere l’innovazione tecnologica anche attraverso l’e-commerce e sistemi di sicurezza innovativi
  • Rilanciare ‘Pescara città dello sport“, investendo sulle strutture sportive, organizzando eventi nazionali e internazionali anche paraolimpici, puntando a una città attrezzata allo sport per tutti, lungo i suoi grandi spazi naturali del mare, delle pinete e del fiume.

Il porto di Pescara deve poter finalmente divenire il principale scalo turistico del medio Adriatico. Punto di partenza naturale per il collegamento con Spalato e ideale approdo per le navi da crociera che in Pescara trovano lo scalo Adriatico per visitare Roma.

PROGRAMMA 

Coalizione Civica per Pescara è nata da cittadini liberi, che hanno a cuore in primo luogo i diritti sociali, come il lavoro e la salute, e la difesa dei beni comuni, e hanno quindi costituito una grande alleanza per mettere insieme competenze, impegno e passione al servizio della rigenerazione della città, in un momento di grande trasformazione economica, sociale e culturale.

Più che redigere un tradizionale programma preconfezionato il metodo di Coalizione Civica è stato quello di condividere, attraverso Tavoli di discussione tematica, un processo per la redazione di un programma di coalizione costantemente aperto al contributo delle persone e delle loro formazioni sociali individuando una serie di obiettivi strategici e di azioni amministrative.

Il punto di partenza condiviso è che Pescara è una città animata dai suoi residenti e da migliaia di persone che ogni giorno la raggiungono per motivi di lavoro, di studio e per i servizi all’avanguardia che essa è in grado di fornire. A tutti Pescara può e deve garantire un contesto territoriale urbano e naturale di grande pregio, con una mobilità efficiente, spazi verdi, aria pulita, fiume e mare integri, un tessuto sociale accogliente e solidale, un’offerta culturale e turistica ampia e diversificata.

Per fare questo occorre un’amministrazione coesa, lungimirante e competente che fondi la sua azione su un grande Piano Strategico per Pescara Città Metropolitana del Medio Adriatico nel cuore della macro-regione Adriatico-Ionica.

La Città dell'innovazione

Costruiremo un progetto di rilancio e di crescita della nostra città fondato sull’economia della conoscenza, in grado di vincere la sfida della globalizzazione e della competizione fra territori e di creare nuova occupazione.

Cosa significa diventare una città dell’innovazione

Pescara è caratterizzata da fattori competitivi importanti: è in una posizione geografica strategica nel Medio Adriatico, ideale porta verso i Balcani, con un aeroporto che può costituire una grande opportunità, sebbene sconti ancora il problema di poco efficiente collegamento ferroviario con Roma. Uno stile di vita e una condizione climatica e ambientale favorevole fanno di Pescara un luogo potenzialmente molto più attraente per sviluppo e investimenti di quanto attualmente non sia.

In un contesto urbano e socio-economico profondamente mutato a causa della crisi, per sfruttare tali opportunità occorre potenziare i suddetti vantaggi competitivi adottando un modello di sviluppo economico che metta al centro l’innovazione, la creatività e la sostenibilità.

I fattori determinanti su cui investire sono pertanto i seguenti: infrastrutture del territorio, promozione internazionale, ricerca industriale e trasferimento tecnologico, nuove tecnologie digitali, talenti creativi e identità culturale, attrattività della città, modelli di governance e di collaborazione fra pubblico e privato e di partecipazione attiva di cittadini, imprese, associazioni, mondo della ricerca e dell’educazione, altre istituzioni pubbliche.

Potenziare la dotazione infrastrutturale e supportare la ricerca industriale e il trasferimento di tecnologie:

  • il potenziamento della banda larga per semplificare il lavoro delle imprese e aumentare la competitività della città;
  • la realizzazione del Campus diffuso nell’area del Polo universitario di Viale Pindaro come centro propulsore per qualificare e strutturare l’educazione come una delle leve di sviluppo della città e dell’economia della conoscenza e favorire gli spazi per il lavoro digitale (coworking, fablab, acceleratori), PMI, spin-off e start-up;
  • la creazione di un parco scientifico-tecnologico ecologicamente attrezzato nella zona dell’ex area industriale.

Orientare le imprese all’innovazione gestionale per sostenere lo sviluppo economico e occupazionale del territorio pescarese e della sua area metropolitana. Occorre:

  • offrire alle aziende strumenti per intraprendere percorsi di avvicinamento e facilitazione all’attivazione di piani di welfare aziendale e di conciliazione dei tempi di vita e lavoro;
  • migliorare la capacità di crescere, attrarre e trattenere talenti creativi con l’investimento nel sistema di “luoghi aperti” della cultura, della creatività e dell’innovazione della nostra città: quali ad esempio ex Fonderia Camplone; Città della Musica, altri ‘contenitori’ dismessi da censire accuratamente e riqualificare o riconvertire.

Le azioni che metteremo in campo puntano al potenziamento di questi spazi in termini sia infrastrutturali sia di offerta di contenuti e servizi, sia di costruzione di comunità di riferimento e reti di relazione.

In sintesi, si tratta di orientare lo sviluppo verso un’idea comprensiva di Città Intelligente (Smart City) che si esprime nell’obiettivo di una nuova ‘polis digitale’, vale dire di una città che gestisca intelligentemente le risorse, per diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, sviluppare nuovi modelli per la mobilità urbana e prestare attenzione alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini.

Il modello Santander, città costiera della Spagna settentrionale di 180.000 abitanti (all’incirca quanti ne avrà Nuova Pescara dopo la fusione con Montesilvano e Spoltore) costituisce un validissimo esempio cui ispirarsi.
All’inizio del mandato (nel 2010) l’amministrazione ha sviluppato un piano strategico che ha disegnato il modello della città del futuro, con una proiezione a vent’anni, consapevole della forte competizione con le città vicine e le realtà europee delle medesime dimensioni.  Gli assi portanti del piano strategico sono l’innovazione tecnologica, l’attenzione all’internazionalizzazione della città, l’investimento nella dimensione culturale del territorio.

I pilastri definiti nel piano strategico hanno dato vita a un percorso partecipativo che ha portato a definire il Piano di Innovazione locale, le cui azioni sono state condivise con le istituzioni, l’università, le imprese e la società civile, tutti attori coinvolti come protagonisti nei progetti, come il nuovo Centro Culturale che coinvolge le fondazioni locali o il Parco Tecnologico che vede la partecipazione dell’università. 
Uno degli aspetti fondanti di questo percorso è la consapevolezza che per pensare in grande occorre una visione che vada oltre i limiti temporali di un singolo mandato.

Con un tale indirizzo strategico, l’amministrazione è in grado di indirizzare e selezionare i progetti innovativi in modo che vadano tutti a contribuire al medesimo disegno e si rafforzino a vicenda: le singole applicazioni; i percorsi di formazione a tutti i livelli; le strutture e le tecnologie abilitanti.

Rispetto alla ‘città intelligente’, il progetto base mira a sperimentare  una grande rete di 12.000 oggetti connessi e sensori che controllano sicurezza, aree verdi, illuminazione, meteo, rumore, irrigazione, parcheggi, mobilità, e così via.
A fianco di questa rete fissa c’è una rete di sensori mobili installati sui veicoli del trasporto pubblico, sui taxi e sui mezzi della polizia.
A ciò si aggiunge la dimensione del “sensado partecipativo” che presuppone invece che siano gli stessi cittadini  a prestarsi volontariamente per divenire sensori sul territorio grazie agli smart phones e ad applicazioni dedicate.

Questa piattaforma tecnologica, finanziata grazie a vari programmi europei, offre oggi un’importante opportunità di sperimentazione per le aziende. Ed è in questo settore che si nota un altro aspetto fondamentale dell’azione della città.
I finanziamenti europei e i fondi pubblici hanno dato vita a due open calls per le imprese che vogliono sviluppare progetti che si basino sulle risorse e sugli standard della piattaforma sensoristica locale. I partecipanti si trovano così a operare in un ambiente favorevole in continuo e dinamico sviluppo. Santander si propone quindi oggi come un vero e proprio laboratorio vivente, utile per verificare sul campo le soluzioni di piccoli e grandi player internazionali.

Perché questo modello funzioni occorre una notevole capacità dell’amministrazione di dialogare e costruire intese con tutti gli attori, dalla Commissione Europea, agli altri livelli di governo, alle imprese ai portatori di interesse locali. Per fare questo occorre un modello istituzionale e organizzativo fondato su presupposti completamente nuovi e in radicale controtendenza rispetto a quanto sinora fatto.

Le possibili immediate ricadute in termini di sviluppo economico di una siffatta impostazione riguardano per esempio la vendita dei dati alle imprese, i canoni di accesso alla piattaforma, la visibilità che i progetti sono in grado di trasferire agli attori coinvolti.

Un’amministrazione che guardi concretamente al benessere della comunità, prendendosi cura dei luoghi, è in grado di misurare il ritorno dei singoli progetti in termini di variazioni della qualità della vita dei cittadini, di integrazione sociale e di coerenza con le priorità individuate nel piano di sviluppo locale. Per fare questo occorrono piani di “alfabetizzazione” sia dei cittadini sia dei dipendenti pubblici, in modo da creare un ambiente favorevole all’innovazione e all’uso dei nuovi servizi.

In altre parole, la ‘Città Intelligente’ non è una sfida all’intelligenza del territorio o delle persone, bensì l’individuazione di un processo intelligente in grado di generare un cambio di attitudine e di comportamento che porti a nuove soluzioni dei problemi irrisolti.

I benefici che questa strategia intelligente deve generare e da cui a sua volta la stessa trae forza propulsiva sono espressi in dieci obiettivi strategici per la ‘Città del Benessere e della Conoscenza’:

Una rivoluzione ambientale

Le politiche di ecologia urbana costituiscono il cuore del programma e ne innervano tutti gli aspetti. Il nuovo modello di sviluppo urbanistico si baserà sull’arresto del consumo di suolo nuovo e sulla rigenerazione del tessuto edilizio esistente per perseguire gli obiettivi della sostenibilità sociale dei quartieri e combattere il rischio idrogeologico. Il recupero del patrimonio edilizio, i percorsi di rigenerazione urbana e l’efficienza energetica saranno i volani della competitività e della sostenibilità della Città del futuro.

Il verde pubblico urbano, a partire dal Parco Centrale che prenderà il posto dell’area di risulta, sarà il tessuto connettivo “vivo” di contrasto ai cambiamenti climatici e presidio ecologico sanitario permanente della qualità dell’aria. Un vero e proprio sistema di forestazione che, attraverso una rete di “sentieri urbani” o “greenways”, connetta tutti i luoghi simbolici del centro città con le periferie fino alle aree periurbane, dove realizzare grandi polmoni verdi che siano di supporto al nuovo assetto urbanistico della futura città metropolitana del medio adriatico: un circuito urbano, una maratona verde-blu che diventi al contempo anche una grande attrazione turistica e ricreativa.

Attraverso la formula del “Contratto di fiume”, sarà lanciato un grande piano di riqualificazione del fiume e del suo territorio, e non solo quello urbano di pertinenza, che vanno considerati connessi al mare in un unico sistema interattivo, che possa essere finalmente vissuto dai cittadini. Un fiume riqualificato avrà effetti benefici anche sulla qualità dell’acqua del mare, per la quale, ai fini dell’ottenimento del riconoscimento della “bandiera blu”, sarà garantito un monitoraggio continuo e una pronta comunicazione ai cittadini del suo stato di salute.

Il mare può tornare pulito grazie all’integrità del fiume, con il ripristino della naturalità delle sponde, l’intercettazione degli scarichi delle fognature e la separazione delle acque nere da quelle bianche.

Il depuratore comunale va adeguato funzionalmente con l’inserimento di una sezione di fitodepurazione  e il riutilizzo delle acque di scarico per l’irrigazione delle aree verdi pubbliche.

Tra i capisaldi del sistema ambientale vi sono il Parco Centrale e il Fiume oggetto di progetti già elaborati dall’amministrazione comunale tra il 2017 e il 2018, che Coalizione Civica porterà avanti.

Le seguenti scelte tattiche derivano dalla nostra visione di governo del territorio e abbracciano diversi degli obiettivi strategici di cui al presente programma.

Il verde urbano a tre dimensioni

Agli effetti del miglioramento della continuità eco-sistemica dell’ambiente urbano è possibile considerare il verde urbano nelle sue tre dimensioni: il verde al suolo (spazi a terra, sia pubblici che privati), il verde verticale (pareti verdi) e il verde pensile (tetti giardino). L’effetto combinato delle tre tipologie di verde, oltre che garantire la continuità ambientale per lo spostamento della micro-fauna, può contribuire al miglioramento estetico del paesaggio urbano. La realizzazione di interventi verdi a tre dimensioni può essere resa possibile attraverso l’introduzione di opportune norme di incentivazione e compensazione.

Collegamento turistico con la sponda balcanica

Ripristinare collegamenti marittimi, leggeri e veloci, con la sponda balcanica è una priorità per la rivitalizzazione della funzione turistica della città di Pescara. Linee di trasporto per veicoli e passeggeri che colleghino Pescara con la Croazia sono da rilanciare e potenziare per fare della nostra città la vera “porta” di accesso verso la macroregione adriatico-ionica. Ciò è possibile senza necessariamente realizzare le opere faraoniche e impattanti previste dal piano regolatore del porto, considerato che le imbarcazioni adatte a questo scopo non richiedono fondali profondi o attrezzature particolari.

Urbanistica come disciplina del possibile

La politica urbanistica deve essere vista come l’attività del fare e non come l’esercizio del diniego. Nella percezione comune le regole urbanistiche sono considerate come apposizione di vincoli e divieti, mentre una nuova concezione del governo del territorio dovrebbe far passare l’idea che il progetto di sviluppo punta a indicare (attraverso le regole urbanistiche) la strada più adatta per realizzare gli interventi nel migliore dei modi. Le tecniche di incentivazione e di compensazione (già sperimentate positivamente dal Comune di Faenza) possono introdurre nella normativa urbanistica meccanismi innovativi e premianti per il cittadino e per le imprese.

 

Sicurezza urbana a partire dal progetto

Il tema della sicurezza urbana è quanto mai sentito come una necessità e un’urgenza. Esso deve essere affrontato con il convincimento che una città sicura si costruisce a partire dalla corretta progettazione dello spazio pubblico. Non bastano interventi correttivi e palliativi come l’illuminazione pubblica e gli impianti di  video-sorveglianza: la vera sicurezza urbana è raggiungibile attraverso un’opportuna riprogettazione degli spazi urbani, sia costruiti che destinati al verde, che garantisca il controllo visivo dei luoghi, la qualità estetica degli stessi, la vivibilità dei quartieri durante tutto l’arco della giornata, la pluralità delle funzioni e quindi la sorveglianza naturale.

 

Mobilità sostenibile perché integrata

La sostenibilità del sistema della mobilità urbana si fonda senz’altro sull’offerta di un importante ed efficiente trasporto pubblico, capace di convincere il cittadino a non usare il proprio mezzo privato. Altrettanto importante, però, (e di immediata realizzabilità) è la messa a disposizione di un sistema informativo (app) capace di far arrivare in tempo reale sullo smartphone dell’utente le informazioni sull’offerta di trasporto pubblico per agevolare l’integrazione effettiva tra le diverse modalità di trasporto urbano proponibili come alternative all’uso dell’automobile.

Tra i capisaldi del sistema ambientale vi sono il Parco Centrale e il Fiume oggetto di progetti già elaborati dall’amministrazione comunale tra il 2017 e il 2018, che Coalizione Civica porterà avanti.

Il Parco Centrale

Il progetto del Parco Centrale delle aree di risulta FFSS, adottato dal consiglio comunale nel 2018 facendo tesoro di tutta l’elaborazione di proposte e progetti nell’arco di un trentennio, è riuscito a sintetizzare esigenze e prospettive della riqualificazione dell’area, dando priorità alla volontà di garantire la presenza di ampi spazi verdi per realizzare il cosiddetto ‘bosco urbano’, il Parco Centrale appunto, che comprende anche giardini tematici e orti urbani, accorpando sosta e accesso al traffico ferroviario in un fascio viario compatto e integrato, a ridosso dell’impalcato ferroviario. Per fare spazio al verde, si realizzeranno strutture per il parcheggio di circa 2.000 posti auto, in linea con l’offerta attuale. Dalla gestione di tali parcheggi deriva la maggior parte della leva finanziaria per realizzare tutto il resto. Questi sono collocati in prevalenza in due silos posti ai margini nord e sud dell’area che saranno progettati con soluzioni architettoniche e tecnologiche d’avanguardia, in modo da essere pienamente integrati nel paesaggio del parco urbano e anche convertibili quando nei prossimi anni l’esigenza di automobili private diminuirà drammaticamente. La progettazione del parco e dei servizi a questo connessi garantirà la massima qualità paesaggistica, funzionale e architettonica e infatti su questi elementi si individuerà, mediante una gara europea, il progetto esecutivo da realizzare.

Tra gli elementi qualificanti già individuati vi sono: una grande piazza lineare pedonale che collegherà direttamente la Stazione con le aree pedonali di Corso Umberto I e di tutto il ‘Centro Commerciale Naturale’, la connessione dei tratti ciclo-pedonali attualmente esistenti lungo la ‘strada-parco’, il Ponte di Ferro, il lungofiume e i nuovi percorsi lungo via De Gasperi e corso Vittorio Emanuele II, così come previsto dal documento di “Indirizzi strategici per il governo del territorio”. Un’azione che tende ad armonizzare l’esistente e a dare valore alle presenze culturali, commerciali, economiche e viarie della zona, agevolando la visione di città sostenibile che abbiamo in mente e di cui il Parco Centrale diventerà un epicentro propulsivo anche quale Hub della mobilità sostenibile in cui trasporto ferroviario, trasporto pubblico urbano di massa e mobilità ciclopedonale assumano sinergicamente un ruolo trainante verso una città attrattiva, pulita e accessibile.

Il Parco fluviale

Il progetto di riqualificazione delle aree fluviali comprende al suo interno ampi ambiti destinati dalla pianificazione vigente a differenti zone di piano, caratterizzate da diverse modalità di intervento: le aree del Piano Particolareggiato PP2 (che comprende le aree dell’ “ex Cofa”, quelle degli ex depositi di carburante e di prodotti alimentari collocate tra via Magellano e la viabilità di lungofiume via Andrea Doria, le aree golenali poste a nord e sud del fiume comprese tra la foce ed il ponte Risorgimento), le aree del Piano Particolareggiato PP4 (che comprende le aree golenali poste a nord e a sud del fiume comprese tra il ponte Risorgimento e il Confine Comunale con S. Giovanni Teatino), le ricadenti nel Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara (comprese tra la via Tiburtina, il rilevato dell’asse attrezzato e della circonvallazione e l’edificato del quartiere Madonna del Fuoco).

Il progetto di trasformazione è centrato sull’asta fluviale nella sua interezza da dove penetra in città fino alla foce in mare, superando le attuali previsioni parcellizzate. Esso contempla azioni e misure diversificate che terranno conto sia dei caratteri del contesto, sia del sistema delle tutele, sia delle destinazioni e modalità attuative previste dal piano regolatore vigente.

I due obiettivi di fondo sono la rinaturalizzazione delle sponde e del corso del fiume e la loro fruibilità da parte della cittadinanza per attività ricreative, sportive e culturali.

Con riferimento, in particolare, alle aree golenali più a ridosso del centro città e del mare esse diventeranno tendenzialmente pedonali e ciclabili dando luogo al ‘Lungofiume di Pescara’.

La rete del verde pubblico come infrastruttura urbana

Le politiche di gestione del verde pubblico saranno congruenti con quanto previsto dalla “Strategia nazionale per lo sviluppo del verde urbano” (L. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”). La legge contempla lo sviluppo di una “Strategia nazionale del verde urbano” che fissi criteri e linee guida per la promozione di foreste urbane e periurbane coerenti con le caratteristiche ambientali, storico-culturali e paesaggistiche dei luoghi. La Strategia si basa su tre elementi essenziali:

  1. passare da mq a ha;

  2. ridurre le superficie asfaltate;

  3. adottare le foreste urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde urbano.

La foresta urbana include tutti gli aspetti del verde urbano quali lembi di bosco, viali alberati, grandi parchi, giardini, ville storiche, verde di quartiere, e verde architettonico compreso il bosco verticale e i tetti verdi. La Strategia prevede inoltre il coinvolgimento degli stakeholder e di competenze necessariamente multidisciplinari per sviluppare idonee policy pubbliche e indirizzare le amministrazioni comunali verso la realizzazione di piani e progetti basati sui servizi ecosistemici e sulla rete di Infrastrutture Verdi (green infrastructures, nature based solutions), definiti per raggiungere precisi obiettivi di ordine sociale, ambientale, finanziario e occupazionale.

La legge 10/2013 prevede che lo sviluppo dei contesti urbani avvenga in accordo con i princìpi del protocollo di Kyoto, in modo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e dei cittadini e nella piena consapevolezza e conoscenza del proprio patrimonio verde. L’importante ruolo che gli alberi, in particolar modo, rivestono nel controllo delle emissioni, nella protezione del suolo, nel miglioramento della qualità dell’aria, del microclima e della vivibilità delle città, rende strategica per qualsiasi amministrazione comunale la conoscenza dettagliata e la gestione oculata del proprio patrimonio arboreo.

Tra gli obiettivi della legge figurano i seguenti:

  • BIODIVERSITÀ E SERVIZI ECOSISTEMICI “Tutelare la biodiversità per garantire la piena funzionalità degli ecosistemi e delle Infrastrutture Verdi in una città resiliente”;

  • CAMBIAMENTI CLIMATICI E ISOLA DI CALORE “Aumentare la superficie e migliorare la funzionalità ecosistemica delle Infrastrutture verdi a scala territoriale, locale e del verde architettonico”;

  • BENESSERE E QUALITÀ DELLA VITA “Migliorare la salute e il benessere dei cittadini grazie alla rimozione degli inquinanti da parte dell’ecosistema foresta.

Tra le azioni strategiche sono previsti:

 

  • SENSIBILIZZAZIONE, SICUREZZA E EDUCAZIONE AMBIENTALE “Conoscenza e fruizione sono le basi della sicurezza”;

  • PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE DELLE AREE VERDI IN CITTÀ “Assumere la foresta come strumento di pianificazione e progettazione di spazi e di attività umane”;

  • MONITORAGGIO DELLA STRATEGIA “Monitorare la Strategia per aumentare i benefici ecologici, economici e sociali del verde urbano”.

Investimenti, innovazione e nuovo modello di sviluppo per creare opportunità di lavoro stabile e regolare

Nella città dell’innovazione lo sviluppo deve basarsi sulla capacità di innovazione del tessuto economico, sull’attrazione di nuovi investimenti, sulla promozione di molteplici forme di finanziamento (accesso a fondi regionali, nazionali ed europei, crowdfunding).

Nella città “intelligente” e “digitale”, il notevole capitale umano e sociale di Pescara deve essere utilizzato in rete per migliorare l’efficienza economica e consentire lo sviluppo sociale, culturale e urbano.

Per fare questo si costruiranno sinergie tra pubblico e privato e tra Università e sistema imprenditoriale.

L’attuazione del masterplan “Polo della cultura e della conoscenza” – in grado di muovere un volume di investimenti pari a oltre 200 milioni di euro – costituisce un importante tassello di tale strategia.

Il Polo della cultura e della conoscenza

La presenza di un Ateneo in città costituisce un indiscutibile volano economico, culturale e sociale. Al tempo stesso la prossimità dei bisogni della formazione e dell’attività economica rappresentano uno stimolo per l’aggiornamento continuo della didattica e il rilancio del ciclo dell’innovazione che inizia con la ricerca.

È fondamentale superare la separazione ancora esistente tra città e università e conferire all’area universitaria un carattere strutturato e transcalare, che ne faccia non un polo attrattivo solo per gli studenti e la comunità accademica, ma diventi luogo catalizzante per la crescita e sviluppo a vari livelli, il centro propulsore dell’obiettivo della città creativa e innovativa.

Nell’intento di promuovere la rinascita dell’area dell’università per superare gli attuali limiti di chiusura e tipicità dei servizi offerti, sono indispensabili due capisaldi di partenza:

− Il superamento del modello di campus universitario come luogo esclusivamente accademico;

− La promozione di un’ideale di integrazione totale tra città, università e imprese volto a coniugare servizi dal quotidiano all’ampia scala, cosicché si possa creare un ambiente socialmente ed economicamente ricettivo.

Alla luce di questi capisaldi, gli elementi per il rilancio dell’area universitaria sono i seguenti:

− Campus universitario: da puntuale e chiuso in sé stesso a diffuso nel tessuto cittadino;

− Polo di servizi innovativi per l’attrazione di nuove imprese e professioni;

− Area tecnologicamente avanzata servita da fibra per la connessione internet veloce;

− Sistema di incentivi economici per attrarre start-up e disponibilità di spazi che facciano da incubatori d’impresa;

− Versatilità degli spazi pubblici cosi che possano essere spazi vissuti anche oltre gli orari dell’attività didattica universitaria;

− Offerta di servizi molteplici e differenziati che tenga conto delle esigenze dei cittadini, della comunità accademica e degli investitori;

− Offerta di valide e concrete opportunità di immissione nel mondo del lavoro per i neolaureati.

La trasformazione urbanistica dell’ampia area in cui il ‘campus’ diffuso si situa è a sua volta condizione ed effetto di tale scelta strategica.

I temi progettuali fondamentali riguardano la creazione di Poli specializzati (conoscenza, sportivo, benessere) integrati da un sistema di mobilità sostenibile che avrà quale asse portante il sistema di trasporto collettivo di massa di collegamento della zona centrale con la zona sud della città.

Questi i principali interventi e azioni:

  • la creazione di un polo culturale nell’area compresa tra l’ex Aurum, l’area dell’ex camping e la zona del teatro d’Annunzio e dell’auditorium Flaiano;
  • la creazione di un grande hub di interscambio modale, la Porta Sud della Città, nell’area dello svincolo della circonvallazione cosiddetto ‘a trombetta’, ove un grande parcheggio di scambio, il terminal del trasporto metropolitano, una nuova fermata ferroviaria e una pista ciclabile consentiranno la massima integrazione tra tutte le modalità di trasporto;
  • la previsione di un boulevard lungo via Pepe fino a viale Pindaro che coinvolga anche il parco e la caserma Cocco oltre alla sede dell’Università D’Annunzio;
  • la realizzazione di un sistema di piazze e spazi pubblici lungo via Pepe;
  • la realizzazione di un polo scolastico superiore nelle aree dell’ex scalo merci ferroviario.

I progetti mirati alle emergenti frontiere della nuova economia serviranno anche a rilanciare le produzioni locali, la distribuzione di prossimità e il rilancio della zona industriale, da riconvertire in un comparto territoriale ecologicamente attrezzato.

Per promuovere l’accesso dei giovani al lavoro si costituirà una rete di servizi per le politiche attive del lavoro, a partire da uno stabile collegamento tra uffici comunali per i servizi sociali, Centri per l’Impiego e terzo settore.

Lotta alla povertà e all’emarginazione e nuovi modelli di servizi ai cittadini e città accessibile

Una città solidale e democratica si riconosce dai servizi e dal sostegno che offre alle persone in difficoltà. L’attenzione nei confronti dei più deboli costituirà il “baricentro” del piano strategico.

Occorre aumentare significativamente le risorse comunali dedicate ai diritti sociali, puntando a investire in un welfare di comunità sino al 40 per cento del bilancio annuale, dopo i tagli indiscriminati alla spesa sociale degli ultimi anni.

Entro questo quadro la collaborazione tra pubblico e privato diventa a sua volta un fattore determinante. Nella logica del welfare generativo, occorre riscoprire collettivamente la centralità̀ dei diritti di cittadinanza come premessa di ogni sviluppo possibile e proporre delle mappe cognitive alla base delle politiche e dei servizi di welfare capaci di favorire processi di riaggregazione sociale.

Occorre, quindi, soprattutto investire per riconnettere le persone e le comunità̀, non solo produrre prestazioni sociali a domanda individuale. La sfida fondamentale è quella di costruire un sistema di welfare che sia ricompositivo, vale a dire capace di integrare le risorse comunali con quelle nella disponibilità̀ diretta delle famiglie.

Tra i diritti sociali fondamentali vi è il diritto all’abitazione. Per fornire risposte concrete alle differenti forme di disagio abitativo, sarà istituita un’Agenzia per l’abitare, tra i cui compiti vi saranno il supporto, con incentivi economici, di affitti a canone concordato, la promozione e riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico e la razionalizzando della sua gestione in sinergia con l’ATER, la creazione di un fondo di garanzia per gli affitti.

Occorre garantire alle persone diversamente abili tutti i diritti di cittadinanza. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata in Italia nel 2009 tocca tutti gli ambiti della vita delle persone con disabilità, e ha tra i suoi obiettivi prioritari la loro inclusione in ogni ambito della vita di una comunità, alla pari con tutti i cittadini, nonché la partecipazione ed il coinvolgimento attivo nei processi decisionali relativi alle politiche e ai programmi che li riguardano direttamente, secondo il principio “Niente su di noi senza di noi”. Istituiremo un Tavolo Permanente sui temi della Disabilità.

A questo proposito uno strumento importante è l’istituzione del Disability Manager che, in collaborazione con gli utenti e le loro associazioni, tra l’altro dovrà predisporre un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche, comunicative e sensoriali dopo avere provveduto a un accurato censimento e mappatura di tali barriere in tutta la città. L’obiettivo è quello di fare di Pescara una

Città di Tutti e della piena accessibilità

Pescara deve essere maggiormente attenta al superamento delle barriere architettoniche e culturali e all’autonomia di ogni cittadino.

Non è pensabile una città della conoscenza e del benessere, né è credibile un governo cittadino che si dichiari attento alle periferie e alla mobilità, senza che venga perseguita la piena accessibilità, per tutte le cittadine e i cittadini pescaresi, degli spazi urbani. Questa accessibilità non è solo legata alla mobilità: essa va integrata con la questione delle relazioni sociali e dell’accesso all’informazione, alla cultura, alla sanità, per ridurre al minimo ogni disagio e separazione tra servizio pubblico e cittadinanza e per accrescere le reti di relazioni in particolare dei soggetti con disabilità fisica e psichica, che troppo spesso vivono in condizioni di preoccupante isolamento. La questione della disabilità è tra le più urgenti nel nostro Programma, essendo una questione a forte connotazione etica.

  • Le azioni da mettere in campo

Occorre anzitutto promuovere e sviluppare senza indugio i PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), che per troppo tempo sono rimasti dormienti o scarsamente attuati in Italia (ricordo come la Legge che ne prevede l’istituzione – la n. 41 (art. 32) – risale al 28 febbraio 1986!).

Per far questo è necessario coinvolgere persone competenti e non vi è persona più competente di chi vive sulla propria pelle, nel quotidiano, la disabilità. Il tavolo sui PEBA sarà collegato alla specifica figura del disability manager, affiancato da un ufficio coordinato da personale disabile, oltre ai rappresentanti delle varie organizzazioni che si occupano di disabilità (motoria, visiva, psichica…). Pensiamo a un team scientifico pluridisciplinare (urbanisti, architetti, antropologi, sociologi, economisti, giuristi…) anche per fare di questo tavolo tecnico un Osservatorio che punti a un cambiamento duraturo della cultura della e sulla disabilità. Ognuno di noi, in un momento della propria vita, occasionalmente o stabilmente, può vivere la disabilità e la dipendenza: in tal senso, tutte le azioni che potremo mettere in campo devono essere pensate come un servizio reso all’intera collettività. Questa necessaria consapevolezza passa naturalmente dalla scuola, dalla cittadinanza attiva e anche dalla strumentazione tecnologica: ogni cittadino pescarese (adeguatamente sensibilizzato) potrà partecipare all’Osservatorio sull’attuazione dei PEBA attraverso un apposito interfaccia (nonché un Numero Verde) che consenta di segnalare, localizzandole con precisione, le barriere architettoniche o di altra natura, e quindi di rimuoverle.

A proposito di barriere architettoniche, l’associazione Carrozzine determinate, in un recente documento rivolto a tutti i candidati Sindaci, sottolinea il problema dell’accessibilità alle attività commerciali e ai parchi pubblici, nonché la questione del turismo accessibile.

La piena e corretta attuazione dei PEBA sussume ogni questione particolare. Detto questo, a tutte le attività commerciali verrà prescritto di porre all’ingresso uno scivolo fisso o, in caso di oggettiva impossibilità, amovibile. Tutti i parchi pubblici verranno forniti di scivoli dopo attenta verifica condotta da parte degli uffici tecnici. Circa il problema della spiaggia pubblica accessibile occorre aprire un confronto serio con l’Agenzia del Demanio. Per il turismo prevediamo l’allestimento di un’area riservata ai camper e adeguatamente attrezzata per il soggiorno dei turisti con disabilità. Per quanto riguarda gli alberghi, verrà fatto uno screening per verificare quali siano le strutture accessibili.

Tutte queste valutazioni andranno a popolare l’agenda dell’Osservatorio di cui sopra e le informazioni confluiranno in un Portale web a forte vocazione turistica, costantemente aggiornato, in cui verranno messe in evidenza tutte le strutture idonee ad accogliere persone con disabilità, a Pescara e dintorni.

Anche su questo punto intendiamo coinvolgere il polo scientifico locale tramite specifiche convenzioni. Pescara può diventare un vero e proprio laboratorio in cui esercitare non solo la capacità di lettura e analisi del circostante ma anche pianificare azioni volte a migliorare l’accessibilità e la vita in comune nella nostra Città: pensiamo, su questo tema, all’incentivazione di tesi di laurea e di dottorato in discipline diverse e complementari. Infine, auspichiamo che Pescara torni a essere una capitale, almeno nazionale, dello sport paralimpico. Sono passati troppi anni dalle gloriose esperienze pescaresi dei Giochi Special Olympics Italia (1990) e dei Campionati italiani assoluti per disabili fisici.

Bisogna favorire l’integrazione delle persone disabili con il territorio e le sue attività e dare risposta anche ai disabili psichici e alle loro famiglie, per esempio in termini di assistenza domiciliare.

Un’attenzione particolare verrà prestata alle sindromi dello spettro autistico che richiedono un impegno supplementare di comprensione, da parte dei singoli e della collettività, per trattare questa patologia secondo un approccio corretto.

Nell’ambito del suddetto Tavolo permanente creeremo un Gruppo di lavoro per l’Autismo, che avrà il compito di reperire idee, azioni e finanziamenti per realizzare un Progetto che abbia come punti qualificanti l’Informazione, l’Orientamento e sensibilizzazione, il Lavoro e la scuola.

Per quanto riguarda l’integrazione lavorativa dei disabili, il dossier si colloca anzitutto a livello nazionale. Occorrerebbe migliorare per quanto possibile la legge 68 del 12 marzo 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) relativamente all’art. 3 («Assunzioni obbligatorie. Quote di riserva») e abbassare (comma 1 lettera c) da 15 a 10 il numero di dipendenti superato il quale un ente, pubblico o privato, è obbligato ad assumere un dipendente disabile – naturalmente supportando e incentivando opportunamente tale ente.

A livello locale (Regione e Comune), per promuovere l’assistenza domiciliare è necessario porre mano ai corsi di formazione (di 150-200 ore) per migliorare l’intervento degli assistenti dei disabili con bandi ad hoc (per assistenti familiari, per assistenti domiciliari, per assistenza a disabili autistici, disabili a letto, disabili in carrozzina…). Tali corsi sono storicamente poco promossi nel nostro territorio e bisogna cambiare questa tendenza.

Di quanto si fa a Pescara vanno però anche evidenziate le buone pratiche, sia per sostenerle e migliorarle, sia per ripeterle o trasferirle. Si pensi al progetto «Comunità alloggio» dell’ANFFAS di Pescara: un progetto di struttura in cui possono vivere persone disabili prive dell’assistenza familiare. In futuro dovremo incrementare questo tipo di servizi, sulla base della domanda delle famiglie, con le quali sarà necessario stabilire un rapporto di ascolto, dialogo e collaborazione costanti.

  • Risorse per l’assistenza scolastica dei ragazzi con disabilità

Bisogna capire esattamente cosa intendiamo per “assistenza scolastica”. Questa è di competenza ministeriale, mentre il Comune ha competenze, ad esempio, per il trasporto. Il problema del trasporto per i disabili è evidentemente centrale e non riguarda solo la sfera scolastica. Il trasporto si colloca a monte dell’accessibilità: prima ancora di poter accedere a un luogo (commerciale, di svago, culturale, di culto…) la persona con disabilità deve poterlo raggiungere. Anche qui il progetto di taxi-sociale, il servizio gratuito di trasporto a chiamata per disabili la cui sperimentazione è iniziata lo scorso dicembre, merita attenzione, anche se si può e si deve fare molto di più. Il Comune può organizzare un trasporto dedicato attraverso mezzi più piccoli in grado di raggiungere ogni angolo della città.

Ogni mezzo impiegato nel trasporto urbano dovrà essere accessibile, così come tutte le fermate. Anche il tracciato su sede propria del nuovo trasporto pubblico di massa, comprendente Via Castellammare, dovrà essere adeguato dal punto di vista della piena accessibilità come richiesto dall’associazione Carrozzine Determinate.

Detto questo, e tornando al dossier scuola e disabilità, non dobbiamo limitarci a quella motoria, ma pensare anche a non vedenti, ipovedenti, dislessici ecc.: per loro occorre organizzare al meglio risorse audio, riviste, periodici e libri di testo fruibili diversamente, al fine di garantire ancora una volta l’accessibilità, questa volta alla cultura e all’informazione. Torniamo all’idea della città della conoscenza e del benessere: il mondo della disabilità ci ricorda come l’una non sia possibile senza l’altro.

 

Donne al centro

Se ci interroghiamo sulle donne arriviamo subito a parlare di scuola, figli, lavoro, società̀, minoranze. Quindi a parlare di tutto. Se ci occupiamo di tutto significa che siamo tutto. E se siamo tutto, dobbiamo essere noi al centro della vita politica. Le donne devono farsi rappresentanti delle donne perché si faranno rappresentanti della società̀” (Benedetta di Marzio, “Sei la mia città”, 6 aprile 2019, spazio Britti Pescara).

Pescara aspira a includere ogni tipo di soggettività, come ogni città intelligente, il che significa  ridefinire Pescara sui reali bisogni delle donne.

Creeremo una città che tenga in considerazione i diversi tempi di vita di donne e uomini, ridisegnando per esempio i modelli di mobilità, la sicurezza urbana, i servizi per l’infanzia, per le le persone anziane e  le persone disabili.

Coalizione Civica per Pescara intende ridisegnare la città dal punto di vista urbanistico, architettonico, ambientale  e di genere per promuovere la partecipazione delle donne alla vita della città.

Porre le donne al centro significa adottare tra i documenti di bilancio il “bilancio di genere” per analizzare e valutare le scelte politiche e gli impegni economico-finanziari dell’amministrazione. Attraverso questo documento, che comunque interessa tutti gli altri punti di questo documento, occorrerà definire a attuare le politiche fondamentali in favore della condizione femminile quali l’istituzione di un assessorato alle pari opportunità con portafoglio, l’istituzione di una Casa delle Donne come luogo di aggregazione e di sostegno, l’attribuzione alle scuole del ruolo di presidi di quartiere, la riorganizzazione dei tempi di vita e di lavoro per conciliarli con le esigenze familiari.

Questo significa anche favorire – nell’ambito della ‘città intelligente’ di cui sopra – forme di lavoro ‘agile’, lavoro a distanza, spazi di coworking.

Più nello specifico Coalizione Civica, per il lavoro e la vita sociale delle donne:

  • doterà le scuole di mense a gestione interna con personale assunto direttamente dal comune;
  • assicurerà l’apertura pomeridiana delle scuole comunali, le cui attività siano affidate ad associazioni aventi personale competente e retribuito per progetti artistici, teatrali, di sostegno allo studio rivolti sia agli studenti sia alla comunità, oltre a servizi di sostegno alla genitorialità e allo sviluppo della persona (psicologia, sessuologia, psicologia familiare) affinché la scuola possa essere un presidio territoriale nei quartieri della città;
  • creerà una rete di asili nido diffusa e gratuita anche di vicinato, promuovendo anche altre forme di assistenza all’infanzia (tagesmutter, centri gioco genitori/figli e asili nidi aziendali)
  • favorirà l’allattamento nei luoghi pubblici prevedendo la sospensione delle attività lavorative a tale scopo;

istituirà la figura di artisti ed educatori per gestire attività ludico-ricreative nei parchi pubblici

  • promuoverà la presenza femminile in ambiti disciplinari scientifici (STEM) nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle fasi di orientamento in entrata e in uscita delle scuole superiori.
  • coadiuverà le politiche di parità attraverso l’istituzione di un garante per la valutazione di impatto di genere;
  • organizzerà la Banca del tempo sull’esperienza ormai consolidata di altri comuni ed associazioni del terzo settore (Legge 50/2000), creando una rete in cui le persone possano scambiare reciprocamente attività, servizi e saperi con l’obiettivo di  soddisfare  bisogni materiali e immateriali e dove il valore delle attività scambiate corrisponde unicamente alle ore impiegate per realizzarle da parte di cittadini attivi e volenterosi.

Pescara non ha una casa dove le donne possano riunirsi, incontrarsi, confrontarsi sui temi che le riguardano e che riguardano la città. La Casa delle Donne diverrà un centro culturale cittadino, non solo per le donne, ma anche per collettivi, associazioni e persone che vogliano incontrarsi, riflettere e prendere iniziative in merito a questioni quali la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere in ogni sua forma, la garanzia dei diritti di ogni persona, la trasmissione della cultura, della storia delle donne, del femminismo intersezionale (femminismo della quarta ondata che si caratterizza per il superamento della norma: il maschio adulto, bianco, etero,  alto-borghese, sano, cittadino) per favorire la crescita della città attraverso la pratica della relazione.

Coalizione Civica per Pescara creerà una rete di case delle donne nei diversi quartieri della città dove sia possibile confrontarsi su questioni quali:

  • autodeterminazione e scelte libere sulla salute riproduttiva;
  • contrasto al sessismo e al razzismo istituzionale e popolare al fine di evitare la mercificazione del corpo femminile;
  • accoglienza e sostegno alle donne in difficoltà e /o vittime di violenza;
  • tratta e fenomeni migratori
  • legalità contro le mafie e la criminalità organizzata;
  • giustizia ambientale e sociale;
  • cooperazione internazionale;
  • attenzione e sostegno alla produzione artistica femminile;
  • politiche LGBTQI+

Rilanciare le periferie. Una città policentrica

Troppe aree periferiche della città sono afflitte da degrado fisico e sociale a causa della scarsa accessibilità̀ dei luoghi e l’esistenza di aree produttive dismesse. La scelta strategica è quella di conferire centralità̀ alle periferie attraverso un insieme di interventi infrastrutturali e immateriali che portino al decentramento dei servizi e presidi istituzionali (uffici comunali, biblioteche, attrezzature culturali e artistiche) e alla ricucitura tra le diverse parti della città mediante percorsi verdi e di mobilità sostenibile.

A tal fine occorre realizzare un grande programma integrato di interventi che contenga al suo interno opere per la mobilità sostenibile, progetti destinati alla riqualificazione di aree e immobili, con adeguate misure di premialità, iniziative per l’innalzamento dei livelli di sicurezza e delle condizioni ambientali, sociali e sanitarie. Per esempio tra via Salara Vecchia e l’asse attrezzato vi sono ben 5 strade parallele più il pendolo, tutte a doppio senso e parcheggi, nessuno spazio per bici, poco per pedoni. Quindi ridaremo lo spazio pubblico alle utenze deboli e a un trasporto pubblico leggero che permei il quartiere, faremo dell’area una grande zona 30 e non un luogo in cui si attraversa di corsa così da far rivivere i luoghi, favorire il piccolo commercio di vicinato e i servizi.

Oltre alle risorse provenienti da programmi europei e nazionali è necessario investire risorse comunali, che possono essere reperite utilizzando il 50% delle entrate provenienti dai contributi di costruzione, che il Comune incassa per i permessi edilizi, nella riqualificazione delle periferie.

Occorre, inoltre, utilizzare le considerevoli occasioni di sgravio fiscale per realizzare gli adeguamenti edilizi al patrimonio abitativo comunale.

Fondamentale è sostenere le formazioni sociali quali primi custodi dei quartieri e dell’aggregazione tra le persone e questo sarà fatto creando appositi sportelli e sedi comuni nei quartieri.

A cavallo tra l’obiettivo strategico del rilancio delle periferie  quello della cultura come circolo virtuoso si pongono due progetti relativi a quelle che si potrebbero definire le storie e vocazioni dei quartieri

1)    Pescara, città della memoria, della conoscenza e della coesione intergenerazionale

Prendendo spunto da esperienze diverse di raccolta della memoria (come quelle del progetto europeo Tramontana), è possibile lanciare una grande, straordinaria e del tutto inedita campagna di raccolta (e restituzione) multimediale della memoria orale presso i cittadini di Pescara, segnatamente i più anziani. Si formeranno «raccoglitori della memoria» nelle scuole e/o nell’università. Pescara diventerebbe in tal senso un modello all’avanguardia a livello nazionale se non addirittura internazionale.

In questo modo :

  • Ricostruiremo «dal basso» la memoria della città, innescando un processo virtuoso di co-costruzione (corale) della storia, della narrazione di un territorio che troppo spesso ha voltato le spalle alle sue radici relegando le microstorie familiari e locali alla sola dimensione privata. In termini sociologici questo processo si chiama empowerment, ed è sempre benefico per la comunità, a tutti i livelli.
  • Avvicineremo la cittadinanza alla pubblica amministrazione, creiamo un rapporto «caldo» e fondato sul reciproco ascolto e sulla memoria condivisa o da condividere.
  • Valorizzeremo i materiali che verranno raccolti (dell’ordine delle 1000 o più videointerviste semidirettive) costruiremo un portale interattivo (anche plurilingue) per riempire di contenuti ogni luogo della città (valorizzando la dimensione del quartiere) attraverso la parola viva di testimoni diretti. Il tessuto urbano non sarebbe più muto e si può sperare che, grazie a questa «pedagogia del territorio», il rispetto dei luoghi venga innalzato. Più si conosce, più si rispetta. Anche questo è salvaguardia dell’ambiente.
  • Favoriremo così l’economia locale: la messa a disposizione di un simile archivio organizzato in un portale interattivo e conviviale porterebbe all’agile costruzione di itinerari non scontati della e nella memoria urbana, anche in un’ottica turistico-culturale (destagionalizzata) di cui tutti gli operatori turistici del territorio potrebbero trarre profitto.
  • Promuoveremo un’idea di «cultura» meno evenemenziale e più «popolare», più «strutturale».
  • Aggiorneremo il concetto di «democrazia partecipativa»: non si tratta più solo di depositare delle idee in un contenitore (sperando che qualcuno ne faccia qualcosa di buono); si tratta anche di raccogliere la parola individuale, e, a monte di dare ascolto ai nostri anziani depositari della memoria, rendendoli protagonisti e avvicinandoli alle nuove generazioni. Anche per comprendere meglio, più in profondità, i caratteri socio-culturali della città e pianificare in modo più fondato e coerente l’avvenire.
2)    Pescara laboratorio d’avanguardia per la ricerca-azione sociale

La questione delle periferie urbane è anche quella delle periferie sociali, linguistiche e culturali. Autentica città-cerniera, spetta agli amministratori della Città ricucire gli strappi e le lacerazioni di un tessuto urbano e sociale composito, sottraendone la gestione alla mala politica degli slogan xenofobi o dell’approssimazione ideologica e valorizzando l’analisi scientifica e la ricerca-azione. Due terreni si configurano come particolarmente urgenti: la comunità romanì e le comunità di nuova immigrazione (in particolare africana). In entrambi questi ambiti la Coalizione dispone di professionalità adatte per condurre un lavoro di ricerca e di pianificazione per disallineare e integrare al meglio tali comunità, promuovere la mediazione pacificando nel contempo il conflitto sociale. Tra le altre azioni, si propone di:

  • Costruire un PAL (Piano di Azione Locale) in sinergia con la FRI (Fondazione Romanì Italia) per affrontare seriamente ed efficacemente la questione rom.
  • Procedere come municipalità in convenzione con il Consiglio d’Europa alla firma e ratifica di una versione locale della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, adottata dal COE nel 1992 ma non ancora ratificata dall’Italia. Esiste il precedente di diverse città dell’Alsazia, ma in Italia Pescara sarebbe un faro. Questa ratifica rappresenterebbe un passo significativo sulla via del riconoscimento della comunità romanì come minoranza linguistica storica, riconoscimento che manca nel sistema italiano dei diritti linguistici e che impedisce un’autentica e seria presa in considerazione della lingua-cultura dei rom.
  • In linea con questo processo di riconoscimento linguistico-culturale, avviare una campagna di raccolta della memoria in seno alla comunità romanì.
  • Definire, in sinergia con l’Università «G. d’Annunzio», una strategia per l’inclusione e l’integrazione linguistica degli immigrati per via di mare, che passi anche per il riconoscimento delle lingue d’origine, sistematicamente ignorate nelle procedure di accoglienza.
  • Creare un ufficio per la cooperazione decentrata (intercomunale), segnatamente in ambito francofono africano, al fine di costruire ponti istituzionali con le patrie d’origine degli immigrati e co-costruire progetti leggeri e fattibili al fine di far emergere questo continente sociale semisommerso.

Un circolo virtuoso tra scuola, università e cultura

L’Amministrazione deve essere punto di riferimento per le politiche formative e culturali della città. Occorre sostenere il sistema scolastico, contrastare la dispersione, investire nella formazione degli adulti, favorendo la diffusione di competenze che siano anche strumenti di nuova ricchezza. Bisogna favorire sinergie permanenti tra Comune, Università, istituzioni di formazione superiore e Conservatorio per valorizzare la grande ricchezza culturale della città e riportarla a essere polo attrattore e di riferimento.

È necessario costruire un sistema virtuoso fondato sulla collaborazione di istituzioni, associazioni e imprenditorialità culturale, che favorisca l’espansione diffusa di presidi culturali e l’attenzione e la sensibilità estetiche anche come strumenti di legalità, lotta al degrado e miglioramento della qualità della vita. Anche il decentramento di alcuni degli eventi parte di importanti Festival (FLA, FLAIANO, FESTIVAL JAZZ) nei quartieri della città è parte di tale strategia.

Un’Agenzia comunale per il sistema integrato dei servizi culturali è la soluzione più consona per realizzare tale obiettivo in modo efficace ed efficiente.

La realizzazione di un polo scolastico superiore nelle aree dell’ex scalo merci ferroviario, ove concentrare in stretta adiacenza con la cittadella universitaria, tutte le scuole superiori, prevista nel Masterplan del Polo della cultura e della conoscenza, costituirà un elemento portante del circolo virtuoso tra scuola, università e cultura.

Avvieremo il potenziamento e miglioramento dei teatri e degli auditorium già presenti sul territorio e penseremo nuovi spazi per musica e spettacoli di qualità in particolare nei quartieri.

Avvieremo un programma di riqualificazione delle scuole, che saranno strutturalmente sicure ed esteticamente pregevoli, attraverso una politica di investimenti specifici che miri al completo benessere sia degli allievi, sia della comunità.

In maniera specifica, le proposte principali di COALIZIONE CIVICA per PESCARA riguardanti il “sistema scuola”e Università sono le seguenti:

 

1.   Predisposizione del “Piano di interventi per l’attuazione del DIRITTO ALLO STUDIO” contenente interventi rivolti a favorire l’accesso, la frequenza e la qualificazione del sistema educativo e volti a regolamentare gli aspetti organizzativi del sistema educativo, così articolato:

1.1 Organizzazione di insieme di servizi riservati a bambini e ragazzi frequentanti le seguenti scuole pubbliche comunali e statali: scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, secondo i criteri e modalità di concessione stabiliti dall’Amministrazione comunale. Saranno disciplinati servizi di mensa, trasporto scolastico, assistenza scolastica, ambienti per gli apprendimenti e la socializzazione organizzati ed erogati dal Comune al fine di favorire l’adempimento dell’obbligo scolastico e facilitare l’accesso e la frequenza alla scuola secondo quanto previsto dalle norme regionali per rendere effettivo il diritto allo studio.

1.2 Elaborazione di criteri guida per la gestione dei servizi ispirati alla qualità ed efficienza nell’ottica della soddisfazione dei cittadini/utenti; i servizi scolastici vengono erogati alle famiglie residenti nel Comune e la contribuzione alla spesa varia in base all’ISEE della famiglia di appartenenza.

1.3 Servizi a domanda individuale con tariffa: Refezione scolastica – Prescuola e doposcuola – Trasporto scolastico – Centri estivi per attività di studio, formative, ludico e ricreative

1.4 Contributi ai nuclei familiari e Servizi per l’arricchimento dell’OFFERTA FORMATIVA: Borse di studio – Teatro / Scuola – Educazione stradale – Educazione motoria – Orientamento scolastico – Servizi per gli adolescenti – Media Education – Attivare un programma educativo di Philosophy for Children

 

2.   Incentivazione dell’apertura delle scuole sia rispetto ai tempi, sia rispetto alle specifiche necessità del territorio:

2.1 Ripristino dei fondi per progetti formativi pomeridiani destinati ai bambini e ragazzi in età scolare sotto la guida di un team di esperti esterni, selezionati dal Comune, dotati di conoscenze pedagogiche, sociologiche, artistiche e teatrali. Tali progetti, concordati in sinergia con i Docenti e in linea con il PtOF (Piano triennale dell’offerta formativa) delle scuole, saranno volti a stimolare e sviluppare la creatività, la socializzazione non alienata, la comunicazione in tutte le sue forme e l’intelligenza degli alunni puntando ad una scuola che realmente valorizzi la sfera emozionale, cognitiva e relazionale degli allievi e che riporti l’alunno al “centro” del percorso educativo e formativo

 

3.   Concorrere alla realizzazione di scuole strutturalmente sicure ed energicamente efficienti, accoglienti poiché in grado di garantire alimentazione corretta, l’ergonomia delle posture e degli arredi, esteticamente belle e “sostenibili” grazie alla qualità dell’edilizia scolastica (problema sismico), delle strutture realizzate con materiali, criteri costruttivi e ristrutturativi dell’architettura ecosostenibile. (spazi agibili per tutti incentivando l’integrazione tra “diversi”) e dei servizi, attraverso una politica di investimenti specifici che miri al completo benessere sia degli allievi, sia della comunità

4.   Incentivare lo sviluppo di una reale “coscienza ambientale” attraverso progetti specifici che tendano a coinvolgere anche il territorio circostante, affidando spazi comunali quali giardini, parchi alla tutela delle scuole (“Adottiamo un parco”). Promuovere progetti formativi volti al rispetto e alla tutela degli animali

5.  Stabilire il divieto di parcheggio e stazionamento nelle aree limitrofe le scuole durante l’entrata e l’uscita degli alunni e indicare l’obbligo di moderare al minimo la velocità delle auto in transito nelle zone cittadine dove sono ubicate le scuole

6.   Creare un Campus universitario diffuso integrato con le politiche di mobilità sostenibile e come luogo di innovazione culturale e tecnologica e di attrattività internazionale, un altro tassello della vocazione della di Pescara a Città della cultura e della conoscenza.

7. Pedonalizzare l’area di Viale Pindaro antistante l’Università, rendendola accessibile al solo trasporto pubblico e creare un’area parcheggio nella zona retrostante l’università.

8.   Istituire “AULE STUDIO” per gli studenti, accessibili anche la domenica e in orari notturni, destinandovi uno dei tanti spazi di proprietà del Comune. I locali individuati sono quelli di via Via Tirino P T Lotto L edificio 1A posti a 50 metri dall’Università d’Annunzio o l’ala est dell’ex Tribunale in Piazza Emilio Alessandrini. In tale spazio gli studenti, oltre all’attività di studio, potranno svolgere anche attività di co-working e organizzare progetti rivolti all’intera comunità

Mobilità integrata per migliorare la qualità della vita e combattere l’inquinamento dell’aria

L’inquinamento dell’aria e la congestione del traffico urbano sono emergenze che mettono a rischio la salute e abbassano la qualità della vita.

Per risolvere tali problemi a Pescara verrà realizzato un sistema di mobilità di livello europeo, innovativo ed efficiente. Saranno attuate politiche di Mobility Management che scoraggino il modello di trasporto privato motorizzato e puntino sulla centralità del trasporto collettivo, sul potenziamento della mobilità ciclistica e sulle relative infrastrutture e azioni di sostegno (attraverso la redazione del BICIPLAN, il Piano urbano della mobilità ciclistica).

Sarà razionalizzato il modo con cui le persone si spostano nei quotidiani trasferimenti tra casa e lavoro, a partire dai dipendenti di grandi e medie aziende. Si provvederà alla redazione dei piani degli spostamenti casa lavoro (PSCL), a partire dal Comune, e dagli altri poli di attrazione che costantemente generano traffico, tra cui, ad esempio, i grandi presidi sanitari, l’agenzia delle entrate, l’università, il tribunale, le scuole, gli uffici comunali, provinciali e regionali, il genio civile, la camera di commercio, le scuole e tanti altri. I Piani dovranno governare il traffico generato da migliaia di persone che ogni giorno effettuano “spostamenti sistematici”, di chi va al lavoro tutte le mattine sempre nello stesso posto o di coloro che si spostano in occasione di eventi ricorrenti di grande richiamo, ma anche “spostamenti erratici”, ovvero occasionali, tipici per esempio di chi va a fare la spesa.

Le politiche di mobility management, messe in atto dai mobility manager aziendali e scolastici, si occuperanno di promuovere, coordinare e gestire, coordinare dal mobility manager di area, le modalità di spostamento dei cittadini, promuovendo azioni e sistemi volti all’abbattimento del traffico motorizzato e alla promozione della modalità leggera e sostenibile. Saranno promossi: il car-pooling, per coordinare colleghi di lavoro provenienti dalle stesse zone utilizzando automobili in comune; le misure che incentivano l’uso del mezzo pubblico, attraverso buoni mobilità; l’uso della bicicletta, con il riconoscimento economico dei chilometri percorsi e parcheggi per bici sicuri e protetti presso i luoghi di lavoro.

Fondamentale è che Pescara si doti di un sistema di trasporto di massa (la ‘metropolitana’ di superficie) che percorra in modo veloce e pulito la sua struttura a T, portando le persone al lavoro, a casa, a scuola, nei negozi, ecc. in modo confortevole ed economico (gratuito per i bambini e i ragazzi fino ai 14 anni) con mezzi tutti adeguati al trasporto di persone diversamente abili.

A tal fine, il Comune di Pescara deve farsi capofila dell’istituzione di una “Agenzia metropolitana per la mobilità sostenibile” in associazione con i comuni abruzzesi del medio Adriatico al fine di attuare una efficiente politica di trasporto pubblico di massa e di adottare politiche coordinate di lotta all’inquinamento atmosferico.

Un progetto moderno di mobilità integrata permetterà di incrementare le condizioni di sicurezza stradale per tutti gli utenti della strada e restituire spazi urbani agli usi collettivi. La sicurezza stradale sarà quindi un tema prioritario nell’agenda di governo della città, con al centro gli utenti deboli della strada quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti.

Pescara deve quindi diventare una città più sicura sulle strade. La sicurezza stradale è un argomento per troppo tempo lasciato indietro nella discussione delle politiche cittadine, e non solo. La mobilità urbana sarà ripensata anche in tal senso, con riprogettazione, potenziamento e investimenti nelle infrastrutture per la mobilità sostenibile, mettendo al centro gli utenti “deboli” della strada, e quindi pedoni, ciclisti, bambini, anziani e diversamente abili.
Piccoli interventi saranno realizzati in poco tempo, quali la pedonalizzazione delle strade di fronte agli edifici scolastici in orario di entrata e uscita dalle scuole, la riprogettazione degli attraversamenti pedonali che devono essere resi più visibili anche attraverso illuminazioni a led, aumento delle zone “30” estese a tutto il centro cittadino, abbassamento del limite di velocità di tutte le strade della città.
Infine la riprogettazione di tutta la mobilità cittadina, con al centro il trasporto pubblico di massa, e conseguente diminuzione della circolazione delle auto private, completerà l’opera. Interventi di questo tipo contribuiranno anche a una sostanziale diminuzione delle spese sanitarie, come ben dimostrato da numerosi studi internazionali.

Per un’amministrazione efficace ed efficiente. Trasparenza e partecipazione delle persone

Nessuna strategia od obiettivo, per quanto pregevoli, può essere perseguito se non si cambia radicalmente il modo di amministrare. La sfiducia e la disaffezione dei cittadini derivano in gran parte dalla distanza abissale tra le roboanti promesse delle campagna elettorali e quello che accade dopo.

Il primo problema riguarda il funzionamento stesso della democrazia rappresentativa locale. Il sistema italiano prevede l’elezione diretta del consiglio e del sindaco. Il sindaco riceve il mandato a governare sulla base di un programma da presentare al consiglio il quale ha il compito di compiere le scelte fondamentali e di controllare l’operato del sindaco e della sua giunta. La giunta è nominata dal sindaco e collabora con lui. Sul sindaco ricade tutta la responsabilità di governo e gli assessori sono i suoi collaboratori. La prassi costante di nominare assessori i rappresentanti dei partiti eletti in consiglio, secondo logiche spartitorie, è la prima causa di cattiva amministrazione. I singoli assessori – non scelti dal sindaco ma dai partiti – si sentono rappresentanti della propria ‘fetta’ di elettorato e non partecipi dell’indirizzo politico unitario espresso dal mandato popolare al sindaco e al consiglio. Qualunque politica che vada al di là della mera gestione dell’esistente viene così impedita dai veti incrociati da portatori di interessi particolaristici presenti in giunta. La storia degli ultimi 10 anni al Comune di Pescara è esemplare al riguardo.

Gli assessori, invece, saranno scelti dal sindaco tenendo conto della competenza e della condivisione del programma e devono rispondere a lui soltanto.

Questa è la premessa necessaria a una completa riorganizzazione della macchina amministrativa e del suo funzionamento nel rapporto con i cittadini. La struttura organizzativa deve essere rimodellata su base dipartimentale:

  • territorio, mobilità e infrastrutture;
  • politiche sociali e di genere;
  • ambiente, fiume e mare;
  • sviluppo economico;
  • cultura, arte e spettacolo;
  • finanza e tributi;
  • organizzazione, risorse umane e piano strategico

e secondo il criterio che a ogni dirigente di dipartimento corrisponda un solo assessore di riferimento.

La giunta sarà, pertanto, formata da sette assessori più il sindaco, con un risparmio di spesa che potrà essere utilizzato per avviare l’istituzione di un ufficio per l’attuazione del piano strategico, indispensabile per costruire rigorosamente il bilancio sugli obiettivi strategici e rendere effettivamente verificabile e trasparente l’azione dell’amministrazione.

Altro punto importante è la razionalizzazione e rilancio delle società pubbliche per la gestione dei servizi, Ambiente spa, Pescara Multiservice srl e Adriatica Risorse spa, avviato tra il 2018 e il 2019, secondo criteri di efficacia, efficienza e imparzialità e piena rispondenza agli indirizzi strategici dell’amministrazione.

Il ricorso ad agenzie (‘istituzioni’) dotate di maggiore flessibilità e capacità operativa rispetto all’organizzazione comunale in senso stretto sarà perseguito in alcuni settori, in particolare quando questo sia necessario a coinvolgere altri enti e livelli di governo su politiche di più ampia scala (mobilità, casa, cultura).

Un’amministrazione così rimodellata è in grado di aprirsi davvero alle forme di partecipazione strutturata delle persone e delle loro formazioni sociali che oggi costituiscono un tassello indispensabile al funzionamento della democrazia rappresentativa: il ‘bilancio partecipato’, l’istituzione  di consulte e forum permanenti, il ricorso ad assemblee pubbliche su questioni particolarmente rilevanti.

La partecipazione ai processi decisionali può al contempo favorire, innalzando il livello di fiducia nel funzionamento delle istituzioni, il coinvolgimento delle persone nella cura e gestione dei beni comuni, quali parchi e altri spazi pubblici (per esempio le piste ciclabili) e in altre forme di cittadinanza attiva, per esempio nell’area dei servizi alla persona, della formazione, dell’integrazione.

Una relazione più semplice tra persone, imprese e pubblica amministrazione è essenziale. L’innovazione digitale sarà il fulcro di un nuovo rapporto tra comunità e Comune mediante l’istituzione di una task force (Digital Innovation Lab) che, nell’ambito del percorso di attuazione del Piano Strategico, proporrà idee e progetti mirati ad armonizzare il cammino della Pubblica amministrazione con la portata della sfida digitale.

Appalti solidali e sicuri

Le gare di appalto, e l’assegnazione di contratti di fornitura, devono essere effettuate con rigorosa priorità per l’interesse del Comune.

Condizione ‘sine qua non’ per ottenere incarichi e commesse dal Comune è quella di lavorare bene, offrendo alta qualità e rispettando la sicurezza e i diritti dei lavoratori. 

Stabiliremo in proposito i seguenti criteri:

1) no all’assegnazione delle gare di appalto al minimo ribasso;

2) rigoroso controllo sulle imprese per evitare l’impiego di personale al nero e sottopagato o che non osservano le norme di sicurezza e ambientali;

3) premialità per le imprese che investono nella qualificazione dei dipendenti.

 

 

Strategia rifiuti zero, efficienza energetica ed economia circolare

La politica di gestione dei rifiuti che l’Amministrazione comunale adotterà sarà improntata alla “STRATEGIA RIFIUTI ZERO”, come da tempo previsto nel Programma Nazionale di Prevenzione Rifiuti, adottato dal Ministero dell’Ambiente nel 2013, nonché dalla L.R. n. 5/2018 che, richiamando i temi dell’economia circolare, prevede azioni e progetti finalizzati alla riduzione degli sprechi e la diffusione di una maggiore consapevolezza degli utenti.

Su questo fronte l’Amministrazione comunale sarà convinta e determinata: basta sprechi e più attenzione alle risorse per una impronta ecologica più leggera su questo Pianeta. Con campagne di comunicazione e promozionali mirate, prevedendo anche misure premiali, già a partire dai propri uffici, saranno adottati tutti quei provvedimenti organizzativi per prevenire la produzione di rifiuti: carta, plastica e materiale tecnologico di consumo, su cui effettuare da subito precise scelte sostenibili.
A livello fiscale verrà applicata la “tariffa puntuale” adottando il principio del “pago per quanto indifferenziato produco”.

Per attivare politiche di “end of waste”, cioè “fine del rifiuto”, una azione sinergica sarà svolta con AMBIENTE Spa per rafforzare il ruolo delle RICICLERIE e l’avvio delle attività di riuso presso appositi centri (Centri del Riuso), da realizzare anche in centro città, veri e propri HUB di recupero a nuova vita di numerosi prodotti commerciali, prima che diventino rifiuti  (elettrodomestici, arredamenti, abbigliamento, mezzi di trasporto, ecc.), con significativi risvolti economici e occupazionali derivanti da una loro seconda vita.

Sarà promosso l’autocompostaggio nonché il compostaggio di prossimità (in l’ovo e collettivo)  in tutte le sue forme, rivedendo l’attuale regolamento comunale, agevolando il più possibile tale pratica e creando, attraverso il registro regionale degli autocompostatori (RRA), un presidio di riferimento progettuale collettivo e condiviso.
Un altro settore fondamentale è quello dell’energia. Indispensabile è istituire e nominare un Energy Manager, che possa orientare le politiche dell’amministrazione verso l’efficienza energetica e l’impiego di fonti non inquinanti.

Occorrono Interventi per aumentare l’efficienza energetica degli edifici pubblici, con investimenti su fonti rinnovabili quali fotovoltaico e solare termico. Saranno studiati e messi in opera incentivi fiscali e semplificazioni normative per i privati che decidano di migliorare l’efficienza energetica dei propri edifici.

Turismo e Commercio 4.0

Pescara deve risalire sull’onda, facendo della spiaggia e del mare il fulcro di un sistema turistico regionale, ideale per lo sport e le attività ‘outdoors’, per 365 giorni l’anno.

Occorre promuovere in sinergia con le altre istituzioni (Regione, Camera di commercio, Università, ecc.) e le associazioni di categorie progetti strategici per favorire la ripresa degli investimenti e dei consumi e sostenere così le attività commerciali.

L’accoglienza turistica deve essere professionale e propositiva, con servizi efficienti e un trasporto pubblico moderno, che colleghi agilmente tra loro i punti di accesso alla città e i luoghi di attrazione culturale, ricreativa e sportiva. In proposito è necessario promuovere azioni di riqualificazione professionale degli addetti, operatori e dipendenti.

Verrà messo a punto e attuato un programma di sviluppo per la valorizzazione del commercio, sia nelle aree centrali (centro commerciale naturale) sia nei quartieri, puntando sulla promozione del territorio con le sue eccellenze turistiche ed enogastronomiche, sostenere l’innovazione tecnologica anche attraverso l’e-commerce e sistemi di sicurezza innovativi. L’integrazione tra nuove tecnologie e radicamento territoriale è la chiave per il rilancio di un commercio fiorente e di qualità.

Dobbiamo rilanciare “Pescara città dello sport“, investendo sulle strutture sportive di base, organizzando eventi nazionali e internazionali anche paralimpici, puntando a una città attrezzata allo sport per tutti, lungo i suoi grandi spazi naturali del mare, delle pinete e del fiume.

Il porto di Pescara deve poter finalmente divenire il principale scalo turistico del medio Adriatico, essendo il naturale collegamento con la Croazia e i paesi balcanici.

Allo stesso modo vanno migliorati e potenziati i servizi aeroportuali e a terra, oltre ai collegamenti con la città attraverso il trasporto pubblico.

Fondamentale è che l’amministrazione comunale si faccia parte attiva nel sollecitare collegamenti ferroviari ad alta velocità lungo la linea adriatica e potenziare e razionalizzare i collegamenti ferroviari con Roma, che costituisce un bacino di potenziale utenza per tutte le attività turistiche e commerciali di Pescara.