Le spine economiche

Dopo le misure sanitarie sono scattate quelle economiche. Di emergenza, enormi, mai viste. Ma nessuno di noi è economicamente uguale all’altro e certe dinamiche si sono rivelate in talune situazioni odiose, brutali e impetuose. Nel frattempo sono state riscoperte nuove facce dell’economia urbana, come quella di prossimità, di vicinato: la spesa fatta sotto casa, andando a piedi o in bicicletta. Si, ma con quale moneta, di quale stipendio, di quale salario, di quale reddito? Ecco le nuove paure:

  • la povertà è entrata in tante abitazioni e ha messo nuove persone per il pranzo e la cena in fila fuori casa, ma non al ristorante o alla pizzeria;
  • il lavoro si è rarefatto, da quello del rischio personale, del guadagno giornaliero e delle poche tutele che rischia di spegnersi e quello precario che rischia di diventare ancora più invisibile e di scomparire;
  • un reddito da conquistare con unghie e denti, con il sospetto, talvolta alimentato, che il tuo vicino, magari straniero, non con lo stesso colore della tua pelle, te lo stia togliendo.

Questi alcuni dei temi che, declinandoli nel piccolo della nostra città, dei nostri quartieri, delle nostre case, del nostro quotidiano, abbiamo affrontato e che affronteremo nella  nostra assemblea annuale del 5 giugno.

Scarica il documento: Trenta spine del coronavirus

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