Le spine digitali

Da oggi in Abruzzo, e quindi anche a Pescara, è possibile scaricare l’app IMMUNI, che non traccia gli spostamenti bensì i contatti, consentendo lo scambio via bluetooth low energy (BLE) di sequenze numeriche tra i diversi cellulari, a circa un metro di distanza e per un tempo utile. Ognuno di noi, ma tutti insieme connessi alla rete, caricando e scaricando byte, ha ceduto un pezzo della propria privacy dando il consenso, chissà quanto “informato”, all’ultima novitàdigitale del giorno apparsa sul monitor della  nostra protesi elettronica. Siamo immersi nelle app, ma quest’ultima, IMMUNI, ci spaventa perchè sembra possa aprire un varco nella nostra sfera privata. Eppure a tanti fa piacere far sapere dove ci si trova, con chi, cosa si fa e cosa si pensa. Abbiamo forse un problema di alfabetizzazione digitale? Oppure di narcisismo elettronico? Quanto siamo disposti a cedere della nosra liberta personale per un presunto bene collettivo superiore? Si può fare? E quanto questo potrebbe aiutarci a vincere  le grandi sfide globali facendoci divetare un solo corpo ed una mente unica?

Questi alcuni dei temi che, declinandoli nel piccolo della nostra città, dei nostri quartieri, delle nostre case, del nostro quotidiano, abbiamo affrontato e che affronteremo nella  nostra assemblea annuale del 5 giugno.

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