La maratona Verde Blu di Pescara

Toddler boy running in a quiet residential street

La qualità urbana di una città spesso e volentieri la si percepisce girando per le strade e guardandosi intorno. Cosa colpisce maggiormente i nostri sensi, la vista, l’udito, l’olfatto? Sicuramente il traffico: troppe macchine in giro e tante parcheggiate di solito non sono un buon segno. Se poi ci si muove in bicicletta e si cercano le piste ciclabili, bè, se non ci sono, non sono chiare e evidenti, è un altro brutto segno. Io guardo anche quanto verde mi circonda e se non c’è il colore verde che mi riempie lo sguardo, il mio giudizio ne risente. Ho girato abbastanza in Europa e su questo credo di aver maturato una certa consapevolezza.

La rete stradale di Pescara si estende tra i 250 e 300 km, ed è ad uso prevalentemente automobilistico. Le alberature stradali sono sicuramente un elemento di sofferenza di questa rete e credo che tutti i cittadini ne abbiano contezza”.
Partendo da questa rete e ripensando completamente la dotazione di verde della città, come richiesto dalla L. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, potremmo cambiare completamente lo scenario urbano. Se cominciassimo potenziando i marciapiedi e razionalizzando, magari diminuendoli, lo spazio dei parcheggi, potremmo realizzare dei grandi “percorsi verdi”, come fossero dei canali naturali, dei sentieri urbani, delle Green Street, di collegamento tra parchi e piazze, anche queste da ripensare, e restituire alla città una percezione visiva diversa e una funzione ecosistemica di salubrità e di benessere che solo la vegetazione, sia arborea e arbustiva, ma anche erbacea, può garantire.

Parlo di decine e decine di chilometri, e se considerassimo non solo le strade ma tutto il territorio, potremmo pensare ad una sorta di maratona, che includa anche la riviera, il mare, e quindiil fiume: una maratona verde blu, senza soluzioni di continuità, sicura, piacevole e bella.

Penso a un luogo lineare, che sia un presidio sanitario naturale permanente, in cui fare anche intensa attività sportiva, recuperando spazi che a oggi mancano. Abbiamo perso l’Ironman per colpa della bassa qualità ambientale? Non so, forse anche per altro. In questo modo invece potremmo recuperare ben altre esperienze sportive (gare di Orienteering, a esempio) e più numerose. E sicuramente tanta qualità della vita e, non ultimo, un ambiente commercialmente più appetibile, che non guasta.

Stefano Civitarese

Candidato Sindaco Coalizione Civica Pescara