La fregatura delle giornate e delle bandiere

Il 22 aprile è stata la Giornata Mondiale della Terra, evento green che riesce a coinvolgere il maggior numero di persone in tutto il mondo per la sostenibilità ambientale e la salvaguardia del nostro Pianeta. L’overshoot day, il giorno in cui gli abitanti della Terra hanno consumato tutte le risorse naturali a disposizione per l’anno di riferimento, in Italia è capitato il 13 maggio. Due giorni fa, il 3 giugno, è stata la Giornata Mondiale della Bicicletta, indetta della Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite come riconoscimento del contributo delle due ruote al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Oggi, 5 giugno, è la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Il tema di quest’anno è il “Ripristino degli Ecosistemi”, con l’obiettivo di prevenire, fermare e invertire i danni inflitti agli ecosistemi del Pianeta, cercando dunque di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione. Con la giornata odierna inoltre viene ufficialmente lanciato il “Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema”, introdotto con l’obiettivo di far rivivere miliardi di ettari, dalle foreste ai terreni agricoli, dalla cima delle montagne alle profondità del mare.

Proprio in questi giorni, forte della recente attribuzione della Bandiera blu, ma non per tutto il tratto costiero ma solo per quello meno inquinato, l’Amministrazione comunale di Pescara ha dato avvio al progetto di realizzazione dell’ultimo tratto della Strada Pendolo, che nel suo tratto più a sud si è deciso di realizzare all’interno della Riserva Naturale Regionale Pineta Dannunziana. Primo intervento il taglio di una alberata di pini e querce presenti lungo il tracciato di oltre 600 metri! Un drappo blu issato su alcuni tratti di spiaggia, quindi, e uno verde ammainato poche centinaia di metri più indietro, alle spalle della più grande area protetta urbana, tutto per realizzare una strada di scorrimento, deturpando il polmone verde e impermeabilizzando quasi un ettaro di suolo.

Ma Pescara è una città green, si dice: solo che le caleidoscopiche aiuole usa e getta della riviera e le bici ricacciate dentro gli stabilimenti balneari, a cui si aggiunge l’ennesima ordinaria emergenza dei parcheggi sulla strada parco, da area pedonale a rimessaggio automobilistico, e la prossima Via Marconi sostenibile senza piste ciclabili, danno il segno di un corto circuito ecologico ambientale profondo!

Via Pàntini, che tra l’altro è solo affiancata dal nuovo tratto viario realizzato, con la curiosa motivazione del riaccorpamento, a detrimento dell’area della Riserva,  è l’emblema di una scossa elettrica presa da chi crede di poter plasmare e modulare dinamiche ambientali complesse a proprio piacimento.

Rimosso questo lembo di bosco, lasciando aperta una ferità che nel tempo si allargherà all’area circostante, lo spazio sarà occupato da una strada su cui transiteranno centinaia di migliaia di auto l’anno, generando traffico automobilistico che bizzarramente si tenta di limitare proprio con il pendolo.

Nessuna scelta più ottusa poteva essere fatta a fronte invece della opportunità di ripensare la mobilità urbana in chiave sostenibile, partendo proprio da questo territorio, da questo tracciato, assecondando una possibile contaminazione green, con attenzione al trasporto pubblico locale e alle biciclette, che in questo progetto scellerato in corso di realizzazione non hanno dimora.

Spieghiamo il nostro punto di vista qui: Raccordo Urbano Verde