Facciamo un po’ di chiarezza sul Parco Centrale delle aree di risulta FFSS

Nel primo confronto tra i candidati sindaci su Rete 8 se ne sono sentite di tutti i colori su come affrontare il problema delle aree di risulta e lo stesso è accaduto nel confronto che si è svolto venerdì 3 maggio promosso dall’Ordine degli Architetti di Pescara.

C’è chi, come Carlo Costantini, dice che si possono lasciare parcheggi a raso, oppure no, e poi realizzare un ‘palarock’, ma non è poi così innamorato di quest’idea.

Altri, parlando di un parco, rimangono ancora più sul vago, promettendo (tanto non costa nulla) finanziamenti faraonici non si sa bene provenienti da dove.

Altri ancora, come Erika Alessandrini, preferiscono glissare sul punto rivendicando di essere riusciti a sventare “con il contributo di 5000 cittadini” la realizzazione del solo progetto in grado di dare finalmente alla Città il Parco Centrale che merita. Una forza politica che dice di puntare alla trasparenza e all’efficienza non dovrebbe mentire così spudoratamente. Far passare, infatti, 5000 osservazioni al progetto presentate da alcune decine di persone (1000 da una sola persona) e tutte pressoché uguali, per la mobilitazione di 5000 cittadini indignati non contribuisce a una discussione seria e costruttiva. Anche loro, purtroppo predicano (qualche volta) bene e razzolano (spesso) male. Anche parlare di ‘privatizzazione’ e ‘svendita’ delle aree di risulta è scorretto e irresponsabile. Quello che si prevede è la gestione dei parcheggi (quindi di una porzione assolutamente residuale dell’area per soli vent’anni) a fronte di un parco pubblico e relativi servizi per tutta la città. Oggi l’enorme spazio di cui stiamo parlando è di fatto ‘privatizzato’, tutto occupato dal mezzo privato più inefficiente e inquinante che vi sia (l’automobile) sopra una colata di cemento su cui i 5 Stelle si limitano ad appellarsi alla panacea della partecipazione (speriamo non quella di cui sopra) che, però, non può mai coprire l’assenza di leadership e idee.

Ma come stanno realmente le cose (che tutti possono verificare autonomamente visitando il sito http://versopescara2027.comune.pescara.it/progetto-preliminare-area-di-risulta-presa-datto-in-giunta/; http://versopescara2027.comune.pescara.it/il-parco-centrale-ex-area-di-risulta/)?

Vi è un progetto, adottato dal consiglio comunale, dopo un approfondito lavoro di studio e concertazione svolto dalla Cabina di regia da me istituita e presieduta che, facendo tesoro di tutta l’elaborazione di proposte e progetti nell’arco di un trentennio, è riuscita a sintetizzare esigenze e prospettive della riqualificazione dell’area, dando priorità alla volontà di garantire la presenza di ampi spazi verdi per realizzare il cosiddetto ‘bosco urbano’, il Parco Centrale appunto, che comprende anche giardini tematici e orti urbani, accorpando sosta e terminal al traffico ferroviario in un fascio viario compatto e integrato, a ridosso dell’impalcato ferroviario. Per fare spazio al verde, occorre realizzare strutture per il parcheggio di circa 2.000 posti auto, in linea con l’offerta attuale. Dalla gestione di tali parcheggi deriva la maggior parte della leva finanziaria per realizzare tutto il resto. Questi sono collocati in prevalenza in due silos posti ai margini nord e sud dell’area e dovranno essere progettati con soluzioni architettoniche e tecnologiche d’avanguardia, in modo da essere pienamente integrati nel paesaggio del parco urbano e anche convertibili quando nei prossimi anni l’esigenza di automobili private diminuirà drammaticamente. D’altronde la progettazione del parco e dei servizi a questo connessi, dovrà garantire la massima qualità paesaggistica, funzionale e architettonica e infatti su questi elementi si individuerà, mediante una gara europea, il progetto esecutivo da realizzare. Le foto in basso danno un’idea di quante possano essere le soluzioni ipotizzabili. I costi delle opere e gli aspetti finanziari sono stati stabiliti in modo rigoroso e non sono ammessi ribassi. La gara verte, dunque, sulla progettazione di un parco attrattivo, multiforme, in cui prevalga la dimensione del ‘poter fare’. La commissione giudicatrice dovrà assicurare a sua volta la massima autorevolezza ed è anche auspicabile che nel percorso che precederà la gara le associazioni, gli ordini professionali, le scuole esprimano la propria idea sul ‘Central Park’ di Nuova Pescara e che questo divenga patrimonio diffuso di ispirazione per gli architetti, paesaggisti, botanici che formeranno il gruppo di professionisti di cui le imprese partecipanti alla gara dovranno necessariamente dotarsi.

Tra gli elementi qualificanti comunque già individuati nel progetto preliminare vi sono: una grande piazza lineare pedonale che collegherà direttamente la Stazione con le aree pedonali di Corso Umberto I e di tutto il ‘Centro Commerciale Naturale’, la connessione dei tratti ciclo-pedonali attualmente esistenti lungo la ‘strada-parco’, il Ponte di Ferro, il lungofiume e i nuovi percorsi lungo via De Gasperi e corso Vittorio Emanuele II, così come previsto dal documento di “Indirizzi strategici per il governo del territorio”. Un’azione che tende ad armonizzare l’esistente e a dare valore alle presenze culturali, commerciali, economiche e viarie della zona, agevolando la visione di città sostenibile che abbiamo in mente e di cui il Parco Centrale deve diventare un epicentro propulsivo anche quale Hub della mobilità sostenibile in cui trasporto ferroviario, trasporto pubblico urbano di massa e mobilità ciclopedonale assumano sinergicamente un ruolo trainante verso una città attrattiva, pulita e accessibile.

Il progetto si fonda su una solida e minuziosa fattibilità finanziaria, senza la quale il cemento e le file di automobili resteranno lì per altri 30 anni almeno, nonostante i voli pindarici dei candidati sindaci che vagheggiano di contributi milionari a fondo perduto con assai poca cognizione del funzionamento dei meccanismi di finanziamento delle opere pubbliche e anche dimenticando che il debito pubblico e la stagnazione divorano i conti pubblici e gli investitori fuggono dall’Italia.

Grazie a questo piano finanziario, tra l’altro, si sono previsti e coperti gli ingenti costi di bonifica ambientale e si è prevista un’attività di sorveglianza del parco lungo tutto l’arco della giornata. Nel progetto si prevede anche come far affluire nelle casse comunali le risorse che attualmente Pescara Parcheggi riversa al Comune e si è costruito un complessivo piano di razionalizzazione della sosta nelle aree centrali della città.

Rispetto a tutto questo, singolare, per così dire, è la posizione della candidata del PD Marinella Sclocco, che se non erro porterebbe avanti questo progetto. Dovrebbe però spiegarci perché proprio coloro che ne hanno impedito la realizzazione (assessori e consiglieri tutti in lista tranne il capro espiatorio Marco Alessandrini), tenendolo nel cassetto dopo l’adozione per oltre un anno – a dispetto degli sforzi del consigliere Ivano Martelli – improvvisamente ne diventerebbero i garanti. Ah già, ma siamo in campagna elettorale bellezza! Altro giro altra corsa!

Chiudo mestamente queste note con un pensiero per un uomo che è stato l’anima di questo progetto e un collaboratore prezioso nel mio periodo di amministratore della Città, Giuliano Rossi. Grazie Giuliano ti sono vicino. Dinanzi a quello che stai passando le cose di cui sopra sono bagattelle che fanno morire dal ridere gli angeli.

Stefano Civitarese