Coronavirus: un decalogo per la fase 2 e oltre

La nostra riflessione e le nostre proposte all’Amministrazione comunale di Pescara

Un’occasione da non perdere per riorganizzare la mobilità di Pescara

Lunedì 4 maggio in Italia comincerà la tanto attesa Fase 2 del contenimento dell’influenza Covid-19. Dopo quasi due mesi di quarantena c’è tanta voglia di riuscire dalle case e riconquistare lentamente libertà e socializzazione. Ma l’avvio di una fase straordinaria impone scelte straordinarie, in primis nel settore della mobilità e dei trasporti.

Diversi Comuni italiani hanno già predisposto una mobilità di “emergenza”, tenendo conto che in questa fase ci sarà bisogno di un migliore utilizzo degli spazi pubblici per una maggiore tutela della salute. Questa, soprattutto, è una grande occasione per voltare pagina e fare della qualità della vita e della tutela dell’ambiente il fulcro delle nuove politiche di mobilità.

La scienza discute al momento se le polveri sottili, ovvero le particelle microscopiche disperse nell’ambiente provenienti in modo considerevole anche dai tubi di scappamento delle automobili, siano vettori del virus o aggravino le conseguenze dell’influenza da coronavirus. Da tempo, in ogni caso, vi sono ricerche che attestano come l’inquinamento sia un potenziale “vettore” di epidemie.*

Per questo motivo Coalizione Civica per Pescara propone di rivedere con sollecitudine la mobilità urbana, e non solo, nella città di Pescara. Vorremmo evitare che la città tornasse a essere invasa dalle automobili, con conseguente congestione degli spazi pubblici e inquinamento dell’aria, ma che invece questa fosse l’occasione rendere la nostra città un luogo attrattivo, bello e sicuro.

Questi i punti della nostra proposta:

  1. PEDONI AL CENTRO: il pedone deve tornare al centro della mobilità urbana, con la creazione di spazi adeguati che tengano conto del necessario distanziamento fisico. I marciapiedi attualmente disponibili non sono sufficienti e quindi vanno recuperati nell’ambito delle strade oggi riservate in tutta la loro ampiezza alle auto e ai parcheggi, restituendo una dovuta mobilità anche ai diversamente abili, ai quali troppo spesso viene negata la sicurezza;
  2. RILANCIO DELLA MOBILITA’ CICLISTICA E DELLA MICRO-MOBILITA’: è l’occasione giusta per dare forza alla micro-mobilità, con la normale bicicletta al centro, essendo il mezzo più diffuso e di semplice utilizzo, ma dando spazio anche ai mezzi innovativi,  quali i monopattini elettrici o le bici a pedalata assistita. Vanno pensati spazi adeguati, a partire dalle piste ciclabili già presenti, ma non sufficienti in questa fase, recuperandoli riducendo ad esempio l’ampiezza delle strade, eliminando parcheggi e comunque mai a discapito dei pedoni. Gli spazi della micro-mobilità vanno naturalmente pensati tenendo presente la necessaria sicurezza degli utenti;
  3. SICUREZZA AL CENTRO: la sicurezza dei cittadini deve essere al centro di ogni scelta, non solo per quanto riguarda il distanziamento per contrastare il virus, ma anche per quanto riguarda il rischio dei mezzi motorizzati (auto e moto). È fondamentale, in questa fase, che nell’area urbana sia prevista una velocità massima di 30 km/h e che siano aumentate le strade a senso unico, che permetterebbero, come già detto, il recupero di spazi per la mobilità pedonale;
  4. MOBILITA’ PUBBLICA URBANA: in questa fase “emergenziale” il trasporto pubblico urbano subirà un’inevitabile riduzione, e questa è una ulteriore ragione per cui la mobilità pedonale e la micro-mobilità devono costituire la preferenziale alternativa. Sarà però possibile utilizzare i mezzi pubblici con le giuste precauzioni, riducendo il numero massimo di utenti contemporanei; per gli autobus devono essere previsti servizi express dedicati a luoghi “attrattivi” e andrebbero ridisegnate le corse con, ad esempio, la riduzione delle fermate, oggi eccessivamente ravvicinate, con conseguente velocizzazione dei servizi. Dovrebbe essere incentivato anche il maggior utilizzo del treno come mezzo metropolitano e intermodale. A tale scopo sarebbe, per esempio, fondamentale la creazione di una linea metropolitana regionale di continuità tra Giulianova e Chieti Scalo;
  5. GREENWAYS: è necessario prevedere greenways, ossia strade ad uso esclusivo della micro-mobilità, e naturalmente dei pedoni che possano convivere con la stessa (al contrario dei mezzi motorizzati), che attraversino l’intera città e siano da supporto ad aziende e cittadini. Dette greenways tornerebbero molto utili per la mobilità dei servizi di logistica (vedi ad es. bikers), in notevole espansione in queste fasi emergenziali;
  6. RILOCALIZZAZIONE E DIGITALIZZAZIONE SERVIZI: la città va radicalmente ripensata, da un lato mettendo al centro i quartieri, portandovi uffici, servizi e ambulatori, dall’altro spingendo sulla digitalizzazione. Questo permetterebbe ad esempio minori spostamenti e allentamento del potenziale sovraffollamento dell’Ospedale Civile. In questi due mesi abbiamo visto che una vita di quartiere è possibile e, sotto alcuni aspetti, anche più salutare;
  7. MOBILITA’ DI QUARTIERE: proprio perché dobbiamo ridurre la necessità di uscire dai quartieri, va pensata una mobilità di quartiere ad hoc, con la previsione di “parcheggi residenziali di quartiere” con lo scopo di togliere auto dalle strade. L’obiettivo è riguadagnare spazi per la mobilità pedonale e la micro-mobilità (vedi punti 3 e 4) per garantire ambiti di socializzazione nel mantenimento del distanziamento fisico necessario;
  8. PIANO DEI TEMPI E DEGLI ORARI: è fondamentale, in questo momento ma anche per il futuro, dotarsi finalmente di un piano dei tempi e degli orari, che permetta di differenziare gli ingressi in città gli orari di accesso agli uffici e ai servizi, e da settembre alle scuole, anche al fine di conciliare tempi di vita lavorativa e familiare per donne e uomini.
  9. MOBILITY MANAGEMENT: il punto precedente è strettamente legato ai piani di spostamento casa-lavoro e casa-scuola, che specialisti della mobilità, chiamati Mobility Manager, dovrebbero porre in essere: ad oggi non sono stati redatti, mentre si assiste a una pericolosa tendenza dei politici a sostituirsi ai tecnici nella individuazione delle soluzioni piuttosto che nella scelta tra quelle disponibili.
  10. RECUPERO DELLE BICICLETTE: al fine di incentivare la micro-mobilità, e visto che molti cittadini posseggono già biciclette spesso sottoutilizzate, è possibile pensare a incentivi per il recupero delle stesse (ad es. 30,00 € per di contributo per riparare o fare una revisione delle bici).

Scarica il decalogo per la fase 2


  • (1) Ciencewicki J et al., 2007. “Air Pollution and Respiratory Viral Infection” Inhalation – Toxicology, 19: 1135-1146
  • (2) Sedlmaier N., et al., 2009 “Generation of avian influenza virus (AIV) contaminated fecal fine particulate matter (PM2.5): Genome and infectivity detection and calculation of immission” Veterinary Microbiology 139, 156-164
  • (3) Despres V.R., et al., 2012 “Primary biological aerosol particles in the atmosphere: a review” Tellus B, 64, 15598
  • (4) Chen P-S., et al., 2010 “Ambient Influenza and Avian Influenza Virus during Dust Storm Days and Background Days” Environmental Health Perspectives, 118, 9
  • (5) Ye Q., et al., 2016 “Haze is a risk factor contributing to the rapid spread of respiratory syncytial virus in children” Environ Science and Pollution Research, 23, 20178-20185
  • (6) Chen G., et al., 2017 “Is short-term exposure to ambient fine particles associated with measles incidence in China? A multi-city study.” Environmental Research 156, 306-311
  • (7) Peng L., et al., 2020 “The effects of air pollution and meteorological factors on measles cases in Lanzhou, China” Environmental Science and Pollution Research https://doi.org/10.1007/s11356-020-07903-4

Articoli recenti