Cambiamenti, climatici

Bruno Pace, Referente Gruppo Ambiente di Coalizione Civica per Pescara

Tra 30 anni Roma avrà lo stesso clima di Adana (città a sud della Turchia) con un incremento in temperatura nel mese più caldo di 5.3°; Milano nello stesso momento avrà raggiunto le temperature medie di Dallas (USA) con un incremento di 7.2°. Questi i numeri che vengono da uno studio dell’Istituto di Ricerca ETH di Zurigo.

Secondo uno studio pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica Plos One, circa 8 città su 10, delle 520 maggiori città del mondo, subirà cambiamenti climatici drammatici.

Riassumendone i concetti, ciò che gli studi dicono è che ci sono condizioni ambientali che cambieranno per molte città, con conseguenze importanti sulle scelte politiche e infrastrutturali di cui probabilmente oggi non ci rendiamo conto, ma per le quali dobbiamo iniziare a dibattere e trovare soluzioni ora.

I cambiamenti climatici sono ormai una drammatica realtà. Anche in Italia ne stiamo sentendo gli effetti. I fenomeni atmosferici estremi che stanno colpendo in questi giorni Pescara ne sono testimonianza. I danni a case, automobili, boschi, e purtroppo anche le vittime degli ultimi eventi (oltre trenta morti nel nostro Paese nel solo ottobre 2018), sono conseguenze del clima che cambia, non di maltempo.

Le piogge torrenziali creano notevoli problemi a città costiere come Pescara, sia perché hanno una falda acquifera molto superficiale e sia perché la speculazione edilizia ha ridotto al minimo il suolo “libero”. Ne consegue la grande difficoltà a drenare rapidamente le acque che si riversano copiose e in brevissimo tempo nelle strade e purtroppo anche nelle case. Grandinate con chicchi enormi come quelli che sono caduti a Pescara, sono conseguenza del caldo elevato dei giorni precedenti; aria molto calda crea correnti ascensionali che “sostengono” per più tempo la formazione del ghiaccio.

Non siamo assolutamente preparati a tutto ciò. Pianificare le conseguenze dei cambiamenti climatici andava già fatto in precedenza ed è per questo che bisogna iniziare al più presto per minimizzare l’impatto con politiche di riduzione del rischio per i cambiamenti climatici. In tal senso bisogna avviare, a livello nazionale ma anche locale, credibili politiche energetiche coinvolgendo seriamente il tema della mobilità, che incide in maniera consistente sulla vita di molti di noi, ma anche del nostro clima.

Politiche energetiche serie implicano ad esempio investimenti sulle energie rinnovabili, che a livello comunale sono possibili (si veda quanto fatto nel comune di Tocco da Causaria), ed efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati. Politiche moderne di mobilità intelligente implicano una drastica riduzione dell’uso delle auto private a favore dell’uso di biciclette e mezzi pubblici. È di questi giorni la notizia della sfida di Parigi a diventare, dopo Copenaghen, la città più ciclabile d’Europa; scelta motivata dall’esigenza di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di abbattere l’effetto delle auto sui cambiamenti climatici.

E Pescara? Nella nostra città si discute dell’emergenza appena dopo la “tempesta”, del perché non sia stata prevista (tra l’altro piuttosto falso), dell’impreparazione dell’amministrazione nella gestione delle criticità, di come ottenere risarcimenti pubblici abbondanti e a breve temine (il Comune chiede alla Regione, che chiede al Governo, che chiederà all’Europa…). Ma come spesso avviene, si dimentica di analizzare le ragioni e le scelte che ogni singolo cittadino può fare per contribuire alla riduzione del rischio dei cambiamenti climatici. E allora cerchiamo di migliorare insieme questa città, affrontiamo seriamente le politiche energetiche, riformiamo drasticamente la mobilità, riduciamo il consumo di suolo, cambiamo la qualità delle acque del nostro fiume. Basta discutere di poltrone, basta incentivare l’uso dell’auto aumentando il numero dei parcheggi e riducendone i costi; voliamo più in alto. Noi di Coalizione Civica per Pescara siamo disponibili a contribuire a questo cambiamento, anche fuori dal Palazzo.

È ora di dire basta alle polemiche sterili e alle politiche miopi e poco ambiziose, saliamo sulle nostre bici e cambiamo questa Città, questa Regione, questo Paese.